Rosetti arbitrerà la sfida finale
BASILEA (Svizzera). In finale, a Vienna, domenica 29 giugno ci sarà anche l'Italia. Quella degli arbitri, non gli Azzurri. L'Uefa ha deciso di affidare la gara che assegnerà il titolo di Campione d'Europa a una terna di casa nostra: Roberto Rosetti arbitro, Alessandro Griselli e Paolo Calcagno assistenti. Dodici anni dopo Pairetto e 32 dopo Gonella, tocca dunque al fisioterapista di Torino tale onore.
Battuto Busacca.La concorrenza era forte e temibile per il non ancora 41enne fischietto piemontese, alto 1 metro e 90, capace di parlare bene inglese e francese e amante del tennis, del cinema e della lettura. Alla fine, l'affidabilità della scuola italiana è prevalsa su suggestioni di tipo nazionalistico.
Il più accreditato 'avversario" di Rosetti era infatti lo svizzero Massimo Busacca, che si consolerà con la semifinale di domani al St. Jakob Park di Basilea, fra Germania e Turchia, mentre per Russia-Spagna di giovedi, a Vienna, la scelta del Comitato arbitrale Uefa è caduta sul belga Frank De Bleeckere.
«Non è una rivincita».A Regensdorf, nel Cantone di Zurigo, dove gli arbitri sono in ritiro, Rosetti (che avrà come quarto uomo lo svedese Peter Fröjdfeldt) ha parlato tradendo un'emozione fortissima. «Non è una rivincita per la nostra classe arbitrale, che qui rappresento» le sue prime parole. Ne è seguito un significativo 'distinguo": «Questo non è solo un successo personale, ma di un'intera categoria. Lo dedico a quei ragazzi che ogni domenica si sobbarcano chilometri e chilometri per svolgere il loro compito, partendo dalla Terza categoria sino alla serie A. Sarebbe bello se ora gli italiani s'identificassero in noi e facessero il tifo per tutti e tre».
Inevitabile il pensiero rivolto alla Nazionale di Donadoni: «Mi dispiace che sia uscita perché sino all'ultimo rigore ho tifato per Buffon e compagni. La finale ideale? Quella tra le squadre più forti».
Grande maturità.Rosetti, che aveva diretto anche la partita inaugurale, il 7 giugno, fra Svizzera e Repubblica Ceca (suscitando, fra l'altro, le lamentele degli elvetici per un presunto rigore non ravvisato a loro favore in seguito a un 'mani" in area del ceco Ujfalusi), è considerato dall'Uefa un punto fermo della squadra di 12 fischietti selezionata per il torneo. Dopo il match di Basilea, è stato l'arbitro di Grecia-Russia e del quarto di finale fra Croazia e Turchia, risolto ai rigori dalla squadra di Terim.
Una sua foto, in cui consola il croato Petric che aveva appena fallito il proprio penalty, ha fatto il giro del mondo. La maturità raggiunta in questi anni - è internazionale dal 2002 - è risultata l'elemento decisivo per orientare i commissari a preferirlo a Busacca. Un bel riconoscimento, non c'è che dire.