Serravalle, pavesi via dalla società
PAVIA. La presenza dei partner pavesi nel consiglio di amministrazione della Milano-Serravalle ridotta a zero è, forse, l'ultima goccia che fa traboccare il vaso. Cosi, dopo la decisione della Provincia di vendere le proprie azioni sull'autostrada, sulla buona strada per andarsene si mettono anche Camera di Commercio e Comune. La prima ne ha parlato in giunta e trova nel presidente Piero Mossi il primo sostenitore, che pensa ad impiegare parte del capitale nel futuro Polo tecnologico. Per il secondo il sindaco Piera Capitelli pone una condizione, che «prima di esplorare la strada della vendita ci sia l'accordo sull'investimento da fare». Intanto la Provincia ha attribuito all'advisor, lo Studio Vitale, l'incarico di vendere i propri 'gioielli".
A trascinare verso la vendita, almeno sotto l'aspetto del coinvolgimento psicologico, dunque è Piazza Italia, con il suo presidente Vittorio Poma che dal febbraio scorso ha scoperto le carte: cedere al miglior offerente parte delle proprie azioni, in tutto 7 milioni e mezzo (una partecipazione del 4,19%) per un capitale di circa 50 milioni di euro.
Approvata la scelta a maggioranza in consiglio provinciale e individuato l'advisor, si è presentato il secondo colpo di scena. La Camera di Commercio, che nella Milano-Serravalle ha una partecipazione dell'1,4% (azioni per circa 17 milioni di euro), ha bussato alla porta della Provincia per chiedere se potesse agganciarsi al 'treno" dello stesso advisor.
«Dell'argomento abbiamo parlato in giunta - spiega Mossi -. Sottoporremo l'idea alle categorie. Io sono favorevole alla vendita perchè non essendo più in consiglio di amministrazione e non potendo quindi incidere sulle decisioni della società, ha meno senso restarvi. Come investire il ricavato della vendita? Potremo impiegarli per la realizzazione di altre infrastrutture: perchè no, sul futuro Polo tecnologico. Ma in provincia di Pavia abbiamo anche un'autostrada da realizzare, pure quello potrebbe essere fonte di interesse».
Il terzo partner pavese nella Milano-Serravalle è il Comune, che possiede una quota azionaria dello 0,9% (circa 10 milioni di euro). Ma che non pare altrettanto certo sul da farsi, e ci sta pensando. Dal sindaco Piera Capitelli arriva una puntualizzazione: «Prima di esplorare la strada della vendita delle azioni - sottolinea Capitelli - vorrei ci fosse l'accordo sull'investimento da fare. Questo sarà argomento di discussione con la maggioranza. Deve essere un investimento a favore della città e di massima resa».
Stando cosi le cose i pavesi potrebbero abbandonare in massa quella che un tempo era una società ambita. Nel contempo sembrano essere diversi gli investitori interessati ad acquistare azioni della Milano-Serravalle, società a cui il ministero ha rinnovato la concessione per altri 20 anni, perchè proiettati su investimenti di lungo periodo. Non si sa ancora quante azioni potranno essere vendute, ma in ogni caso si sa che il ricavato dovrebbe essere impiegato da Piazza Italia per la realizzazione di un vero e proprio piano di interventi che risollevi strade e scuole dall'emergenza in cui stazionano.
Attualmente il pacchetto di maggioranza della Milano-Serravalle è nelle mani di Asam (Azienda sviluppo acqua e mobilità con il 52,901%), holding controllata dalla Provincia di Milano nella quale sono state conferite le partecipazioni provinciali che operano nel settore infrastrutture.