Sorpresa Russia, Olanda travolta


BASILEA (Svizzera). Mettiamola cosi, è iniziato un altro Europeo. Quello giocato sino ai quarti aveva esaltato Portogallo, Olanda e Croazia, quello che conta per il titolo ha sovvertito i valori acquisiti. Semifinalista è la Russia, e con merito, pur con l'appendice dei supplementari. Gli Orange, che ci avevano maltrattato, tornano a casa.
Dov'è l'Olanda?Aveva proprio ragione, Van Basten, alla vigilia quando sosteneva che non serve niente aver vinto tre partite di fila, se poi al momento che conta non ci si esprime sullo stesso livello. Quasi un segno premonitore, il suo, perché gli Orange ammirati e applauditi contro Italia e Francia - ci sono gli undici titolari in campo, Robben e Van Persie partono dalla panchina - sembrano intimiditi e poco coraggiosi. E lo stesso Boulahrouz, che ha fortemente voluto esserci nonostante la morte della sua bimba nata prematura (la squadra gioca con il lutto al braccio), appare stranito. Non c'è che dire, il maestro ha incastrato bene l'allievo, perché la Russia di Hiddink è quella che ci si aspettava: non dà punti di riferimento, è rapida nelle ripartenze, incrocia benissimo e, soprattutto, sfrutta le corsie laterali. Il risultato è che l'Olanda rischia, sorpresa dalla velocità di Arshavin, Saenko (preferito a Bilyaletdinov) e Pavlyuchenko, alle cui spalle agiscono con efficacia sia Zhirkov (a sinistra) che Semshov e Zyryanov.
Pericoli solo da piazzati.Se gli arancioni, per qualità tecniche e cifre (9 gol non li ha segnati nessuno nella prima fase), sono chiamati a 'fare" la partita, è altrettanto vero che trovano nella prima diga alzata dagli avversari appena oltre la metà campo un ostacolo scomodo da aggirare. Cosi gli unici pericoli alla porta di Akinfeev giungono dai lunghi spioventi su piazzato, che però né De Jong né Van Nistelrooy concretizzano a dovere. Dall'altra parte, non è che il lavoro manchi a Van der Sar, sempre attento e agile nel neutralizzare o deviare in angolo le conclusioni 'velenose" di Zhirkov, Kolodin (pericolosissimo nei tiri da fuori) e Arshavin, un fuoriclasse.
Pavlyuchenko non sbaglia.Sorniona e furba, come il suo allenatore, la Russia colpisce in avvio di ripresa con una di quelle giocate che hanno strappato applausi a scena aperta contro Austria e Svezia: discesa sulla sinistra di Zhirkov e cross basso sotto porta per il tap-in vincente del lungo e aitante attaccante dello Spartak Mosca. Van Basten ridisegna la sua formazione (fuori Kuyt, Boulahrouz ed Engelaar, dentro Van Persie, Heitinga e Afellay), ma rischia tanto, perché scopre ripetutamente il fianco di fronte alle ripartenze avversarie.
Salvati da Van Nistelrooy.L'errore che commettono i giovani di Hiddink, a un certo punto, è di arretrare eccessivamente, perdendo il controllo del centrocampo. E alla fine quel marpione del centravanti del Real Madrid li castiga, sfruttando di testa la punizione al bacio di Sneijder (il migliore degli Orange). Che beffa!
Torbinski-Arshavin.Nei supplementari c'è una sola squadra a dominare, e il suo colore non è arancione. I russi sbagliano l'inenarrabile davanti a Van der Sar, Michel nega loro anche un rigore, ma alla fine la classe di Arshavin fa la differenza: assist per il 2-1 di Torbinski e gol del definitivo ko. Hiddink ha tradito il suo popolo, è vero, ma tanto di cappello a lui e ai suoi giocatori. Questa è una grande squadra.

dall'inviato Stefano Edel