Deficit sotto il 2 per cento entro il 2009

ROMA.Il governo punta a ridurre il deficit sotto il 2% l'anno prossimo cifrando nel Dpef un 1,8% e a chiudere la manovra (decreto e disegno di legge) entro l'estate per approvare ad ottobre una Finanziaria «asciuttissima» che sarà fatta solo di tabelle. I sindacati si muovono intanto in ordine sparso con Raffaele Bonanni della Cisl che propone al Governo un «patto per la crescita» e il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, che invece critica apertamente la manovra. Intanto il Tesoro nel Dpef indica quali sono le società che potranno essere privatizzate: innanzitutto Alitalia e poi, al verificarsi di positive condizioni, Poste, Istituto Poligrafico, Fincantieri e Tirrenia. Via XX Settembre promuove inoltre la proposta avanzata dal ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, di tagliare l'indennità dei direttori generali sanitari e amministrativi della Asl per risparmiare ed evitare cosi che tornino i ticket sulla sanità. I dati macro contenuti nel Dpef prevedono che per l'anno in corso il deficit si attesti al 2,5% ma, come ha spiegato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, i provvedimenti varati avranno effetto anche sul 2008. Il deficit potrebbe quindi tornare al 2,4% previsto inizialmente. Poi si scenderebbe nel 2009 all'1,8%, allo 0,9% nel 2010 per arrivare all'azzeramento nel 2011. La crescita resta debole con un timido 0,5% quest'anno ma è vista in risalita l'anno prossimo (0,9%) per arrivare all'1,2% nel 2010. Si confermano gli obiettivi per la discesa del debito pubblico: sarà sotto il 100% (97%) nel 2011 mentre l'anno prossimo sarà al 102,6% ed al 100,3% nel 2010. Tra gli altri dati quello sull'inflazione programmata si prevede un livello dell'1,7% per il 2008 che scenderebbe all'1,5% negli anni successivi mentre l'avanzo primario si prevede un 3,3% l'anno prossimo, il 4,1% nel 2010, per arrivare al 5% nel 2011. L'iter della manovra è stato illustrato ieri dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta: i provvedimenti che anticipano la Finanziaria varati mercoledi dal Consiglio dai ministri (decreto, disegno di legge e Dpef) «saranno presentati al Parlamento lunedi e approvati entro l'estate in modo da lasciare alla Finanziaria solo la parte relativa alla legge di bilancio con le tabelle dei singoli ministeri». Secondo Brunetta, «la Finanziaria, se tutto andrà bene, potrebbe addirittura essere approvata in 15 giorni ad ottobre» chiudendo cosi la sessione di bilancio 2 mesi e mezzo prima di quanto è avvenuto fino all'anno scorso. Questo anche perchè il Governo punta ad aprire un confronto serrato in Parlamento per arrivare in tempi brevi ad introdurre il federalismo fiscale, la «vera riforma» secondo Tremonti. Sulle privatizzazioni il Dpef indica che «In primo luogo l'impegno del Governo è quello di completare la privatizzazione di Alitalia». Si punta però anche a punta a «riattivare un processo di privatizzazione» anche perchè «è ormai dal 2006 che il processo si è sostanzialmente interrotto». Si procederà dunque a diverse ricognizioni e si procederà con Poste, Istituto Poligrafico, Fincantieri (ma il Tesoro non intende andare sotto il 51%) e Tirrenia. E anche per la Sace non si esclude un percorso analogo.
Le aperture di Bonanni («barricate? ma quali barricate?») contrastano con i no di Epifani. «Le famiglie - spiega il segretario Cgil - si aiutano tutelando il reddito, non tagliando i servizi».