Il rimpianto del " samurai" Cannavaro

BADEN (Austria). I suoi amori sono tatuati sul corpo con i nomi dei figli Christian, Martina e Andrea, il suo spirito è tatuato sul braccio destro con un samurai che brandisce la spada. Il rimpianto invece è un sentimento che non si può scolpire sulla pelle, ma lo leggi nei suoi occhi. Negli occhi di Fabio Cannavaro, il giocatore che più ci teneva a giocarsi Italia-Spagna. In questi 90' c'è tutto, il suo presente a Madrid e la sua storia in azzurro. «Si soffre a non esserci, si soffre tanto...».
Visto Cannavaro, Zapatero ha detto che vince la Spagna 3-2.
«Gli andrà male. Vinciamo noi 1-0, di misura. Dà anche più soddisfazione».
Ma lei ormai è mezzo spagnolo.
«No, no, io sono italiano. E l'Italia resta il paese più bello del mondo. Anche se...».
Anche se?
«Beh, la Spagna sotto tanti punti di vista sta facendo passi da gigante. A Madrid ad esempio c'è più sicurezza e più pulizia rispetto alle nostre città».
Da napoletano ne sa qualcosa.
«Esatto. E il problema è che all'estero arrivano solo messaggi negativi di un'Italia alle prese con mille guai, come quello della spazzatura a Napoli».
Per qualche ora consoliamoci con la Nazionale.
«Si. Adesso i ragazzi stanno bene, è tornata la fiducia. Anche se le critiche contro l'Olanda erano state eccessive. Tant'è che d'improvviso da bamboccioni sono diventati tutti fenomeni».
Certo però il tonfo con l'Olanda...
«Vogliamo parlarne?».
Certo.
«Allora. Primo gol di loro in fuorigioco. Sul secondo gol sfioriamo il pari noi e sul capovolgimento ci puniscono. Terzo gol uguale al secondo, dopo aver mancato tante volte il 2-1. Secondo me quel 3-0 non c'entra nulla coi valori delle due squadre».
E il valore della Spagna?
«Grande squadra. A livello di singoli forse sono più forti di noi, ma l'Italia vale di più come squadra».
Chi toglierebbe ad Aragones?
«Casillas è fortissimo, ma io gli toglierei Villa. E' un fenomeno».
Anche quel Torres...
«Sono micidiali perché si cercano, e quando due attaccanti hanno questa intesa rischiano di fare due gol per ogni azione... E poi si integrano: Torres da più profondità, Villa viene incontro alla palla e dà respiro alla manovra».
Invece Toni non ha ancora segnato.
«Luca vive per il gol. Però il suo lavoro resta fondamentale per la squadra, non possiamo fare a meno di lui. Contro la Francia non ha segnato ma ha conquistato il rigore e l'espulsione. Mica poco».
E il suo amico Cassano?
«E' maturato di testa e dimagrito nel fisico. Si vede».
Vero che Donadoni non le ha chiesto niente della Spagna?
«Verissimo. Ma è giusto cosi, lui ha il suo staff che studia tutti i giocatori avversari. Io al massimo li incontro due volte all'anno...».