Senza Titolo
Giuseppe D'Avanzo, tra i primi ad avvistare qualità e senso della nuova legalità berlusconiana, chiede su «Repubblica» perchè il paese assista in rassegnato e frustrato silenzio a ciò che «sente» inevitabile: Berlusconi fa quel che gli pare come gli pare. Non si può, domanda l'editorialista, spiegare alla gente che furti, rapine, scippi, truffe, violenze e perfino episodi di pedofilia, graziati dalla minaccia di intercettazioni e amnistiati di fatto dalla sospensione dei processi, sono un danno inflitto alla sicurezza che la stessa gente invoca e reclama? Non si può spiegare alla gente e a quel che resta della classe dirigente che è un pessimo affare garantire la sicurezza giudiziaria del premier al prezzo di una diminuzione generale della legalità? Certo che si può. Ma non in tv e nei tg, dove è escluso per statuto spiegare qualsiasi cosa. E non in campagna elettorale, dove chi si azzarda a farlo viene prima guardato come un matto e poi sommerso dal 70% di voti contrari (Sicilia). Il paese silente che D'Avanzo cerca di svegliare è piccolo. Molto più grande è il paese indifferente o consapevolmente plaudente. La frustrazione è nella realtà e non nella volontà.