PIU' BELLA COSA NON C'E'



Non si saprà mai se era maggiore lo scetticismo sulla capacità dell'Olanda delle riserve di battere la Romania o su quella dell'Italia di fare quel che non le era mai riuscito negli ultimi trent'anni: battere la Francia entro i 90 minuti regolamentari.
Entrambi gli scetticismi sono stati spazzati via alla fine di una doppia sfida da batticuore, chiusa da una qualificazione sull'orlo dell'infarto. E allora, mentre i francesi piangono, tutti a cantare e a ballare sull'aria di Eros Ramazzotti e della sua 'Più bella cosa non c'è".
Alla fine, specie se domenica prossima saremo qui a festeggiare anche il successo con la Spagna, di questa prima fase stentatissima si ricorderanno veramente in pochi. Lo sport, anzi il calcio è questo. Nel nuoto o nell'atletica, se uno va più piano non ha speranze: perde e basta. Con il pallone le variabili (anche quelle impazzite) sono tante e anche chi è meno forte può accadere che si trovi ad alzare una coppa.
Basta che non perda mai di vista i suoi limiti. Con questa consapevolezza, quattro anni fa in Portogallo a trionfare fu la cenerentola Grecia. Quest'anno i quarti offrono già scontri da brivido: Portogallo-Germania, Croazia-Turchia, Spagna-Italia e Olanda-Svezia (o Russia).
I pronostici sono apertissimi. Per l'Italia - passate la paura e la tempesta iniziale - si aprono scenari nuovi. Oggi, prima ancora di sapere come andrà a finire, è bene dire grazie a chi ci ha regalato prima un titolo mondiale e ora tiene in vita il sogno del bis. E a mettere nei guai chi ha firmato un contratto finto con Donadoni che ora potrebbe essere difficile da stracciare e ha già una parola d'onore (o qualcosa in più) con un altro Ct dalla non troppo vaga somiglianza con Paul Newman e con la passione della pesca.