Cech: sono devastato
GINEVRA (Svizzera).E' considerato il miglior portiere al mondo, alla pari di Gianluigi Buffon, ma Petr Cech domenica sera è stato protagonista in negativo nella sfida contro la Turchia, che ha estromesso la sua Repubblica Ceca dai quarti di finale, quando ormai la qualificazione sembrava acquisita.
Da Barbosa a Higuita, da Zoff a Sarti: nella carriera dei più grandi portieri una macchia si trova sempre. Nessuna figura nel calcio incarna la vittima e l'eroe meglio del portiere. Salva la partita o commette disastri, non conosce vie di mezzo.
Ne sa qualcosa Higuita, idolo del popolo colombiano, prima di essere ricordato solo per la palla persa ai Mondiali di Italia '90, con il vecchio Milla che lo fregò, eliminando la Colombia.
Lo sanno bene anche Dino Zoff e Giuliano Sarti, le cui carriere restano segnate rispettivamente dai due gol contro l'Olanda, nella semifinale mondiale in Argentina nel '78, e dalla clamorosa papera in Mantova-Inter che costò lo scudetto del 1967 ai nerazzurri a favore della Juve.
E ora stessa sorte toccherà a Cech, che ha regalato il gol del 2 a 2 Nihat. Reduce dalla sconfitta ai rigori nella finale di Champions giocata dal suo Chelsea contro il Manchester, non nasconde la delusione e spiega che la partita con la Turchia «riassume la mia intera stagione», in cui ha perso tre trofei all'ultima sfida con il Chelsea.
Il portierone (è alto un metro e 97 centimetri), colpevole in occasione del primo gol di Nihat, non ha potuto nulla per fermare quello del 3-2. «Siamo devastati. E' difficile credere a ciò che è successo. Sul 2-0 non sembrava esserci scampo per la Turchia».
Poi la squadra di Terim ha accorciato le distanze «e il mio errore ha permesso loro di pareggiare. La partita sembrava destinata ai rigori ma poi Nihat ha segnato un gran gol. Non avevo chance».
Sul suo errore non cerca scuse: «Una di quelle cose che capitano. Tutti commettono errori, sono un essere umano come tutti gli altri. Il pallone era bagnato e mi è scivolato via dalle mani».