Ultimatum di Veltroni: dialogo a rischio
ROMA.Cosi proprio non va. Se si ricomincia con le leggi ad personam, con gli emendamenti studiati per aggiustare i problemi del Cavaliere, nessun dialogo è possibile. «In un solo mese - accusa Veltroni - il governo ha collezionato una serie di strappi e forzature inaccettabili». L'elenco è lungo, si va dall'emendamento salva-Rete4 all'introduzione del reato di clandestinità, dagli attacchi all'Europa della Lega al tentativo di far tacere i giornalisti e legare le mani ai magistrati con il provvedimento sulle intercettazioni. Fino alla goccia che sta facendo traboccare il vaso: l'emendamento infilato di soppiatto nel decreto sicurezza per bloccare subito i processi di Berlusconi e la proposta di rispolverare il lodo Schifani, già condannato dalla corte di giustizia europea, per poter poi rinviare a data da destinarsi quegli stessi processi.
Il segretario si dice «molto colpito, sorpreso e stupito dalla protervia con cui il governo introduce certe cose surrettiziamente», e avverte che cosi il nuovo clima di dialogo inaugurato dopo le elezioni è destinato ad andare in fumo. «In questi giorni si decide il futuro della legislatura: se il comportamento rimane quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare».
Veltroni annuncia che tirerà le fila venerdi all'assemblea costituente del Pd. Ma quello di ieri è qualcosa di più di un ultimatum. «Il dialogo lo si fa in due», spiega infatti. Mentre «da quando questo governo si è costituito, c'è stata una sequenza di incidenti eccessiva e non giustificabile». E a forza di strappi, avverte, si rischia di «strappare anche il dialogo». In pericolo è dunque il confronto sulle riforme istituzionali, ma probabilmente anche il clima generale dei rapporti fra maggioranza e opposizione. «L'intensità dell'opposizione - sottolinea infatti Veltroni - verrà misurata in base a queste scelte sbagliate metodologicamente e nel merito, e sarà altrettanto dura».
Se ne parlerà venerdi nell'assemblea del Pd, ma la scelta sembra già presa. Se davvero il governo andrà avanti sulla strada delle nuove leggi aggiusta-processi, in Parlamento e nel Paese ripartirà lo scontro duro.
E per Veltroni su questa strada non è neanche detto che il governo possa durare cinque anni. «Se la maggioranza e il governo continueranno con questo atteggiamento arrogante e di divaricazione, come è successo in questi giorni sul tema non affatto secondario come l'Europa, probabilmente i temi saranno più brevi di un'intera legislatura».
«Può essere ministro della Repubblica - attacca ad esempio riferendosi a Roberto Calderoli - qualcuno che dice che il trattato europeo è da strappare?».
Quindi avverte Berlusconi: attenzione, «la cosa peggiore per chi vince le elezioni è pensare di avere in mano il Paese, perchè le lune di miele in politica si interrompono bruscamente». E ricorda che Sarkozy «un anno fa sembrava invincibile», poi le cose sono rapidamente cambiate.
Il governo farebbe bene ad occuparsi di altro, sostiene quindi. «La vera priorità - ripete infine - sono i salari, gli stipendi e le pensioni. E' drammaticamente urgente intervenire, altrimenti l'Italia continuerà ad avvitarsi nella spirale della recessione».