Domenech punta l'Italia «E' il mio piccolo derby»
CHATEL SAINT DENISE (Svizzera). «Ne reste plus qu'à prier», non ci resta che pregare. E' il titolo in prima pagina dell'Equipe , il quotidiano sportivo per eccellenza della Francia. Sintetizza lo stato d'animo di un Paese che, come il nostro, è aggrappato a un sottile filo di speranza: vincere martedi prossimo l'ennesima sfida con i 'cugini" d'Oltralpe e restare dentro l'Europeo. Nella consapevolezza, comunque, che un successo sugli Azzurri potrebbe anche non bastare.
Romania-Olanda? Mah...Il timore del 'biscotto" nel match di Berna condiziona un po' tutti i discorsi del giorno dopo a Casa Francia, un capannone stile sagra paesana dislocato appena fuori l'autostrada che porta a Losanna e Ginevra, dove si presentano il Ct e Thierry Henry. Raymond Domenech mette subito in chiaro: «Non è un problema mio Romania-Olanda, e non ho niente da dire né a Van Basten né ai rumeni. Di lezioni ne ho appena presa una, poche ore fa». Ma poi aggiunge, significativamente: «Marco (Van Basten, ndr) non schiererà gli stessi giocatori utilizzati contro di noi, mi sembra chiaro. Certo, bisogna essere ottimisti per sperare che l'Olanda vinca...».
«Il mio derby».Insomma, sperare è lecito, ma bisogna essere pure realisti. «Ci resta una piccolissima chance di qualificazione» esaurisce la questione il tecnico, prima di affrontare il tema Azzurri. «E' il mio piccolo derby - confessa Domenech parlando dell'Italia - Non vedo l'ora che arrivi martedi. E' una partita straordinaria, che tutti vorrebbero giocare. Una piccola finale». Per questo motivo non vuole lasciare nulla d'intentato. «Ce la giocheremo ad armi pari e alla fine potremo dire che ci abbiamo provato sino in fondo». Non c'è paragone con la finale di Berlino 2006: «Era un altro mondo, erano squadre diverse. Sono passati due anni, tante cose cambiano. E per fortuna le finaliste di oggi non sono sempre quelle di ieri o dell'altroieri. Altrimenti sai che noia...».
L'arbitro? Miope.Ammette di aver dormito poco, ripassandosi le fasi del match di venerdi, la peggior sconfitta patita dai Bleus in un Europeo. «Non siamo stati all'altezza, abbiamo avuto sfortuna e gli olandesi hanno fatto il resto. Onore a loro». Sulla direzione di gara del tedesco Fandel ironizza: «C'era un rigore netto, tutti hanno visto quel fallo di mano, tranne l'arbitro. Magari se gli avessimo regalato un paio d'occhiali, non avremmo perso. E' stato un po' miope».
Torna Vieira?Di formazione è ancora prematuro parlare, ma in molti auspicano il ritorno dell'interista. «Patrick sta meglio - ammette Domenech - si sta allenando normalmente, ma non lo voglio rischiare se non è al massimo della forma». Infine, l'onesta ammissione: «Non ho ancora deciso chi giocherà. Tutto dipende dalla nostra strategia per il futuro della Nazionale. Il dubbio è: dobbiamo consentire di fare esperienza ai giocatori che sono già scesi in campo o rischiare di lasciare gli Europei senza aver visto alcuni dei 23 in un match di altissimo livello? In un torneo come questo l'esperienza e la maturità sono fondamentali, non si può affrontarlo con un gruppo formato interamente da giovani. Vanno gestiti con il contagocce per non bruciarli».
Henry ci crede.Pur stringendo i denti per il dolore che lo perseguita alla coscia, l'attaccante del Barcellona, sinora autore dell'unica rete dei transalpini, non vede tutto nero. «Abbiamo giocato malissimo per mezz'ora ieri sera (venerdi, ndr) - è il suo pensiero - poi ci siamo ripresi e abbiamo creato molte occasioni. Loro ci hanno fatto gol su corner, in contropiede e l'arbitro ci ha negato un rigore. Siamo ancora in corsa, però, e con l'Italia sarà una grande partita. Io credo che davvero possiamo qualificarci».