Autostrada, smog e impatto sotto esame
PAVIA. Una diminuzione dei flussi di traffico verso Pavia e Milano, ma un aumento tendenziale dell'inquinamento; collegamenti più veloci, ma il rischio di proliferare di costruzioni e un impatto non gradevolissimo sul territorio. Lo studio presentato da Infrastrutture Lombarde e consegnato ai sindaci alla presenza della Provincia, mette la futura autostrada Broni-Pavia-Mortara sotto la lente di ingrandimento. Alla fine le consegna il pass per entrare sul territorio, ma ad alcune condizioni.
La gara di concessione si sta concludendo; l'aggiudicazione provvisoria è prevista per fine giugno, mentre l'avvio della concessione autostradale vedrà la luce nel luglio 2008. Lo sviluppo del progetto definitivo e dello studio di impatto ambientale saranno completi nel gennaio 2009, seguiranno la procedura nazionale di Via (Valutazione di impatto ambientale) e la conferenza dei servizi regionale per l'approvazione del progetto che si concluderà nella primavera 2010. La progettazione esecutiva sarà sviluppata in tre mesi: i lavori inizieranno nell'autunno 2010; il cantiere durerà 36 mesi e aprirà al traffico per l'autunno 2013.
Il quadro viabilistico. La Broni-Pavia-Mortara (con collegamento piemontese a Stroppiana), inserita nell'assetto sovraregionale delle reti autostradali, rappresenta un segmento dell'itinerario della Mantova-Nogara-mare Adriatico, che si collega con la A13 tra Bologna e Padova (A1-A4); della Cremona-Mantova di interconnessione con la A22 (a Mantova) e con la A21 (a Cremona); della A21 esistente da Cremona a Broni, e che da Broni A21 congiunge la A26, la A5 e la A4 a Santhià. Lo sviluppo complessivo della rete a livello regionale è di 713 km, di cui circa il 13% in provincia di Pavia. L'autostrada consentirà una connessione forte al Polo logistico di Mortara, oggi a 25 km da qualsiasi svincolo/casello.
Il traffico quotidiano. Si prevede che la percorreranno da Broni a Mortara 14mila veicoli leggeri e 4.800 mezzi pesanti al giorno (26mila veicoli equivalenti); nel tratto Broni-Stroppiana invece 17mila veicoli leggeri e 8.200 pesanti al giorno (37mila equivalenti).
Le opere connesse. Sono in programma come soluzione di potenziamento e variante agli abitati interessati. Per la variante di Bressana Bottarone (3,3 km) è previsto il potenziamento della sp 113 e la connessione alla statale 35; per la variante di Cava Manara (4,4 km) è in calendario una variante alla ss 35 a sud dell'intervento con connessione alla tangenziale di Pavia; per il collegamento alla tangenziale di Pavia (4,4 km) sarà realizzata una variante nel tratto del Comune di S. Martino; per la variante di Castello d'Agogna (2,7 km) si prevede la variante alla ss 494 e la riqualifica della stessa sino all'accesso al nuovo Polo logistico di Mortara.
Agricoltura. La Broni-Pavia-Mortara potrebbe creare in alcune zone ripercussioni negative, aree in cui lo studio individua oltre «all'effetto disgregante del tracciato stradale» anche quello di costruzioni selvagge lungo la viabilità diretta ai caselli. E' il caso di Mortara e Cergnago, con Castello d'Agogna e Ottobiano; di Tromello e in misura minore Garlasco, con l'interessamento marginale anche di Alagna; dell'asse che dal territorio del casello di Gropello attraversa Villanova, Carbonara al Ticino e San Martino. Infine potrebbero essere interessati Sommo, Zinasco e Santa Giuletta. Per eliminare gli effetti negativi si propongono, tra l'altro «la rinaturalizzazione delle sponde del Terdoppio, il recupero delle cave dismesse di Santa Giuletta e Pinarolo e soluzioni che prevedano un'opportuna salvaguardia dei querceti dei dossi di Cergnago e San Giorgio Lomellina». A ciò si aggiunge l'intervento della grande foresta di pianura di Travacò. Nella zona occidentale si prevede la manutenzione straordinaria e il potenziamento delle garzaie. Per evitare la cementificazione selvaggia sarà realizzato un apposito Piano d'area.
Il paesaggio.Il passaggio dell'autostrada colpirà aree sensibili, vicine al tracciato del Po, in località Cava Manara e Bressana. Desta preoccupazione anche la previsione del tracciato nelle vicinanze degli unici dossi della Lomellina caratteristici per l'identità paesaggistica del territorio (Cergnago). Infine c'è attenzione sul Comune di S. Martino e sul sistema delle aziende agricole e cascine esistenti (asse Tromello-Garlasco-Cava Manara). Per ridare respiro al paesaggio entra in scena la proposta di realizzare un 'corridoio verde".
Rumore e smog. Per il primo non si prevede nè un miglioramento sulla rete locale, perchè le riduzioni del traffico non sono tali da ridurre i livelli di rumore prodotto, nè un peggioramento lungo l'autostrada, perchè si sviluppa in aree prive di recettori. Rispetto al capitolo smog, lo studio indica l'«aumento complessivo di molti inquinanti». Il problema riguarda i Comuni attraversati dalla Broni-Pavia-Mortara, ma anche le strade connesse agli svincoli di accesso.