Vandalismi continui, auto sfregiate
BRONI.Non più solo monelli in bicicletta, ma qualcosa di più. Gli abitanti e i frequentatori del centro storico di Broni già li conoscono. Cosi come i vigili urbani, avvisati più volte dai cittadini, di atti vandalici o di comportamenti a dir poco teppistici. Si tratta di una banda di bambini dall'età media di una decina d'anni che scorrazza, senza regole, per le vie del centro a piedi o in bicicletta.
Via Cavour, via Parini, via Solferino, via Leonardo da Vinci. A volte arrivano ad essere anche in una dozzina di ragazzini, a volte sono solo quattro o cinque. Ma il risultato non cambia. I loro giochi coinvolgono le macchine parcheggiate che vengono graffiate o rigate, più o meno involontariamente. I muri delle case scritti o danneggiati. «Non sappiamo più cosa fare», racconta una signora residente in via Cavour la quale non vuole venga reso noto il suo nome: «Si ha anche paura a sgridarli perché il giorno dopo potrebbero tornare e fare danni alla casa o alla macchina mentre non ci siamo». E continua: «Abbiamo chiamato i vigili urbani che hanno detto di conoscere alcune mamme di questi bambini e che si sarebbero rivolti a loro. Però il giorno dopo sono ancora qua, tra le vie a sputare sulle case, a bestemmiare, a suonare i campanelli e scappare, a lasciare davanti alle porte cumuli di spazzatura, a insultarsi tra di loro e alzare le mani».
Questo caso ricorda ai bronesi testimoni di questi piccoli scempi quotidiani, una serie di fatti di cronaca nazionale in cui sempre più persone sono vittime di baby teppisti, che compiono atti di violenza su coetanei e adulti. «Mi chiedo dove siano i genitori di questi bambini, se hanno il coraggio di difendere i loro figli anche quando a dieci anni bestemmiano gridando in mezzo alla strada e seminano terrore tra la gente. Vorrei sapere come ci si può difendere da cose come questa, dato che certe categorie di persone sono impunibili, come i minorenni. Certo che la loro impunibilità aveva un senso quando era il genitore che vigilava sulla loro educazione, che provvedeva a elargire punizioni quando necessario». Un'altra mamma commenta amareggiata: «Mi rivolgo alle mamme di questi bambini abbandonati tra le strade, ai vigili di Broni, al sindaco, perché si possa trovare una soluzione».