Il Comune ha deciso di proclamare il lutto cittadino
VILLA BISCOSSI.Un paese di cento anime piange la morte di una ragazza umile, generosa nell'attività parrocchiale e nell'essere in prima fila per aiutare tutti. A Villa Biscossi ricordano Natalia Viganò, 27 anni ed una fresca laurea in biologia all'Università di Pavia, come una volontaria che al paese nativo ha dato il meglio di sé. Poi, il primo impiego, determinato da una ricerca che Natalia ha portato avanti per mesi, non certo per necessità, ma per costruirsi un futuro tutto suo, indipendente dalla famiglia che adorava. Il cugino Daniele Viganò, di 2 anni più vecchio, ricorda commosso: 'Natalia era una ragazza dal cuore d'oro. Per me era come una sorella. Avevamo molte cose in comune in un paese dove tutti si conoscono, dove la solidarietà è un punto fermo. Il paese è sconvolto per la disgrazia. Noi parenti stretti siamo distrutti per una perdita cosi improvvisa e drammatica che lascia un vuoto incolmabile".
Natalia Viganò ha lasciato Villa Biscossi per un buon posto di capo-area commerciale a servizio di una ditta di prodotti omeopatici di Brescia. Per necessità di lavoro aveva portato la residenza in provincia di Brescia dove viveva assieme alla nonna materna. A Villa Biscossi tornava spesso, per vivere qualche ora in armonia con papà Giuseppe, agricoltore, e la mamma Ivana, per incontrare i parenti stretti e gli amici degli anni giovanili con cui condivise tempi spensierati conciliando impegno sociale, studio e divertimento.
Ancora il cugino Daniele: 'La notizia è arrivata in paese nella tarda mattinata. Nessuno di noi voleva crederci. I genitori sono partiti subito alla volta del luogo dell'incidente. Noi che siamo rimasti, siamo ancora all'oscuro della dinamica dell'incidente". Il Comune ha annunciato attraverso il vicesindaco Giuseppe Fassardi la proclamazione del lutto cittadino; il parroco don Aldo Casone con il quale Natalia ha collaborato in tante occasioni si è messo in contatto con i genitori per far sentire il cordoglio della comunità parrocchiale.
Paolo Calvi