La rivoluzione funziona a metà ma il nuovo modulo è efficace

ZURIGO (Svizzera). Il vero signore è lento nel parlare e rapido nell'agire. Roberto Donadoni, sempre lento con microfoni e taccuini sotto il naso, ha provato anche a essere rapido nell'agire. Esame non superato. Ma non per colpa tutta sua: perché hai voglia di studiare moduli alla lavagna e cambiare uomini, se poi a due metri dalla porta non la butti dentro. Casomai la perplessità è un'altra. Siamo arrivati alla seconda partita dell'Europeo senza un briciolo di certezze, rivoluzionando la squadra per manifesta inferiorità tecnica e fisica.
Neanche Donadoni pensava di ritrovarsi nelle sabbie mobili, lo dimostra il fatto che uno come lui (che odia le rivoluzioni e odia seguire la corrente della critica) è stato costretto a cambiare modulo (dal 4-3-3 al 4-2-3-1) e ben cinque uomini rispetto alla formazione spazzata via nel primo tempo contro l'Olanda.
Burattini.Si vince in undici, ripete Donadoni quando gli fanno domande su Del Piero o Cassano.
Ecco, il problema è che questa Italia non riesce mai a giocare in undici. E' un po' come quando guardi i burattini: se uno va in alto, ce n'è sempre almeno un altro che non si vede più.
Prendete la partita di ieri. Nel primo tempo arrivavano i cross da sinistra con Grosso e tutto sommato la coppia Toni-Del Piero funzionava, ma eravamo monocordi, perché da dietro Pirlo non toccava un pallone, De Rossi sembrava piantato in terra, idem Perrotta, e Camoranesi svariava talmente tanto da perdersi anche lui. Poi nel secondo tempo è cresciuto tantissimo De Rossi, si è svegliato Zambrotta (ma che errore dietro!), è arrivata qualche giocata di Pirlo, e sim-sala-bim sono spariti gli attaccanti.
Cosa significa? Che la lancetta delle energie è vicina al rosso, più di un tempo a testa non teniamo.
La spalla per Toni.La scelta di inserire Del Piero era dettata dalla tristezza di Toni, isolato al suo destino contro l'Olanda quando Camoranesi e Di Natale partivano larghi e non finivano quasi mai al centro.
E la mossa ha funzionato se è vero che sulla testa e sui piedi di Toni sono arrivati almeno 4-5 palloni da spingere in porta. Palloni che fino a un mese fa Toni avrebbe messo dentro anche con le pantofole, adesso invece...