«Chi ha sbagliato paghi, ma non si può mettere in discussione tutto il settore»
PAVIA. «Qualcuno che sbaglia c'è in tutte le categorie professionali, ma ora non va messo sotto accusa l'intero sistema sanità» mette subito in chiaro Gabriele Pelissero, presidente lombardo dell'Aiop, l'associazione degli ospedali privati. Anche perché si corre un rischio: «La generalizzazione può portare a un atteggiamento iperdifensivo dei medici, scapito dei pazienti».
«Su questa vicenda non posso esprimere giudizi, la conosciamo solo attraverso i giornali - spiega il professor Pelissero, medico prima che presidente dell'Aiop -. Ma una considerazione va fatta: i medici italiani sono una categoria professionale con un alto senso della deontologia nella quasi totalità. Qualcuno che si comporta male c'è purtroppo, ma è la minoranza. Faccio il medico da più di 30 anni, ho insegnato e formato migliaia di medici, conosco la categoria benissimo. Gli italiani sono molto bravi e questo è riconosciuto a livello internazionale». Bravi - o cattivi - nel pubblico come privato spiega Pelissero. «In qualsiasi tipo di istituto ospedaliero, sia di diritto pubblico o privato, prima di tutto è la deontologia del medico la garanzia per il paziente» dice. E ribadisce come l'errore più grave, adesso, sarebbe passare dal caso individuale, che si può verificatre, e trasferirlo all'intera categoria. «Stesso discorso vale per l'ospedalità privata, quando si verifica un episodio di malasanità può gettare sospetti sulle condizioni di quella struttura ma nulla ha a che vedere con il sistema».
lavorare pr fare profitto è una delle contestazioni fatte ai medici indagati della Santa Rita. «In questa Regione tutti gli ospedali, pubblici e privati, hanno un teto per l'attività oltre il quale non possono andare - spiega Pelissero - Questo fatto di produrre per fare profitto non si capisce». E snocciola un dato: nel 2007 tutte le realtà private hanno prodotto al di sopra del tetto stabilito dalla Regione attività assistenziale per 33milioni e 427.789 euro. Attività che non sarà mai pagata. Ma l'hanno fatto perché nessun paziente è stato mai rifiutato. Pagheranno di tasca propria. Queste prestazioni erogate ai cittadini lombardi contraddicono la teoria del profitto a tutti i costi. Non solo non c'è lucro, ma nemmeno il danno alle casse dello Stato».
Puntare il dito indiscriminatamente sulla sanità comporta un pericolo molto grave, a suo avviso: «Il rischio di generalizzare può portare ad attegiamenti di eccessiva difesa del medico, contro l'interesse dei pazienti». (m.g.p.)