E gli italiani di Vienna sono delusi


VIENNA (Austria). I più delusi sono loro, gli italiani di Vienna. Per due anni avevano accarezzato il sogno di vedere vincere la loro nazionale nel paese dove vivono e lavorano. La scelta di Baden come sede del ritiro era stata accolta con grandi feste.
E il clima era rimasto caldissimo fino allo scivolone di lunedi contro l'Olanda.
Lo schiaffo è arrivato improvviso e del tutto inatteso. Ma come, non siamo i campioni del mondo? Non siamo i più forti? Domande rimbalzate nei bar di Margaretenplatz, nei ristoranti del quartiere di Pilgram. E' in questa zona che i nostri connazionali hanno ricostruito un pezzo di little Italy. Niente ostentazione (anche perché moltissimi vivono qui da due generazioni) ma molto orgoglio e molta complicità da parte dei viennesi doc. Segno di un'integrazione ben riuscita.
Oggi la maggior parte dei locali pubblici della quinta circoscrizione, a un passo dal centro storico, è gestita da nostri connazionali. Gente che ha perso la dimestichezza con la lingua ma che quando si parla di Nazionale conosce anche l'ultimo dettaglio sullo stato di salute di Luca Toni o sulle voglie di Del Piero.
Inevitabile che proprio dagli italiani di Vienna siano arrivate le accuse più pesanti per la prestazione di lunedi. Tonius («qui mi conoscono cosi») è un ragazzone milanese che sembra saperla lunga. Ha già fatto la formazione che vorrebbe vedere in campo contro la Romania e, individuato un gruppetto di giornalisti, trova la via più spiccia per inviarla al Ct: Buffon, Zambrotta, Panucci, Barzagli e Grosso in difesa, Gattuso, Pirlo, De Rossi e Camoranesi a centrocampo, Del Piero e Toni in attacco.
L'ipotesi trova consensi quasi generalizzati. «Abbiamo giocato malissimo dietro - spiega Davide, un cameriere veneto a Vienna da meno di un anno - Non capisco perché Donadoni ha insistito con Materazzi e con mi spiego l'esclusione di De Rossi».
Ancora più drastico Francesco, un suo collega di lavoro di origini marchigiane. «Lunedi avevo preso il giorno libero per seguire la partita davanti al maxi schermo della Fanzone. Eravano tantissimi e abbiamo dovuto subire la festa di poche centinaia di olandesi increduli e chiassosi. Questo gli azzurri non dovevano farcelo».
Al Margareta, un ristorante che ha già nell'insegna il verde-bianco-rosso della bandiera italiana, hanno sistemato due maxi schermi programmati sulla rete che trasmette le gare di Euro 2008. Il locale è uno dei punti di riferimento degli italiani di passaggio nella capitale austriaca. «Da poco - racconta il gestore - abbiamo avuto a cena Lapo Elkan con un amico. La settimana scorsa invece è venuto Collina. Vi ricordate l'arbitro?».
Al Margareta oggi si vivranno ore di trepidazione. E' previsto il pienone ma c'è un rischio terribile. Il locale vicino è gestito da due ragazze portoghesi. Mercoledi hanno fatto festa sino all'alba e se oggi l'Italia venisse eliminata...

dall'inviato Antonio Ledà