Cocaina, ora tremano i «clienti»

VOGHERA. E ora c'è chi trema dopo l'arresto di Massimo Costanzo, trentasettenne di origine calabrese, per lungo tempo residente a Voghera, da un paio d'anni cittadini di Cava Manara, a due passi da Pavia. Perché, secondo una delle ipotesi investigative, Costanzo sarebbe stato il punto di riferimento non solo di pusher di mezza tacca, ma anche di vogheresi molto noti.
«Quello è il suo mestiere, spacciare», taglia corto un investigatore che Costanzo lo conosce bene, da quando, nel 2001, fini in una brutta storia, quella dello spaccio nel quartiere San Vittore di Voghera, una valanga di arresti per traffico di droga, ectasy compresa. Ma Costanzo ne usci pulito: nel 2005, infatti, fu assolto. E pensò persino di chiedere il risarcimento allo Stato per l'ingiusta detenzione. Si parlò di 500mila euro... Chissà com'è finita la storia. Quella più recente, però, racconta di un Costanzo che aveva ripreso, e alla grande, quello che sarebbe «il suo mestiere». E, stando ai racconti di carabinieri (che lo ora hanno arrestato) e di agenti della polizia, che comunque lo tenevano d'occhio, sarebbe stato uno spacciatore dai modi violenti e decisi, uno che si faceva rispettare. D'altro canto, la droga sequestrata nella sua auto nella notte di domenica e poi nella sua abitazione a Cava Manara, lo indicano - per un cittadina come Voghera - come un personaggio rilevante della malavita: una settantina di grammi di cocaina e oltre un chilo di hashish. In tasca, al momento dell'arresto, 11 grammi di coca e un paio d'etti di hashish. A mettergli le manette i carabinieri della compagnia di Voghera, coordinati dal capitano Michele De Riggi. I quali, finita la perquisizioni, sono rimasti sorpresi dai «tagli» delle singole dosi: circa 1-3 grammi per la cocaina, fino a 10 grammi per il «fumo». Il che significava almeno due cose. La prima: che Michele Costanzo (che è assistito dall'avvocato Giorgio Lobianco di Voghera) aveva probabilmente intenzione di vendere quella droga a pusher della città che, a loro volta, l'avrebbero ceduta ad altri. La seconda: che tra i potenziali clienti ci poteva essere qualche vogherese «bene», in grando di pagare senza problemi dosi singole più consistenti, per la cocaina in particolare, dei classici 0,7 grammi. Non solo. Nei prossimi giorni, dopo l'interrogatorio di garanzia, se ne saprà forse di più. Nel frattempo, la sorella di Costanzo ha voluto precisa che il pittbull che era nell'auto del fratello «non è un cane feroce, ma mite e affettuoso» e che «non era con lui come difesa personale durante lo spaccio». Per il resto, «se mio fratello ha sbagliato, è giusto che paghi». (f. ma.)