Sacchi: colpa delle motivazioni Vicini: mazzata dura da digerire
L'Italia vista da due ex commissari tecnici, Arrigo Sacchi e Azeglio Vicini. Provano a mettersi nei panni di Donadoni, dal momento che, in passato, hanno guidato l'Italia e, quindi, conoscono lo stato d'animo del Ct entrato nel mirino della critica dopo il passo falso contro l'Olanda. Sacchi parla di mancanza di motivazioni, Vicini confida in una reazione.
«L'Italia era come una Ferrari senza benzina, perché senza motivazione non si va avanti», ha detto Arrigo Sacchi. «Non è finito tutto, ma si è sempre detto che chi conosce il passato sa sempre com'è il futuro: nell'82 campioni del mondo e nell'84 non ci siamo qualificati all'Europeo; nel '90 terzi al Mondiale e nel '92 non ci siamo qualificati; nel '94 finale mondiale persa ai rigori e nel '96 fuori al primo turno. Noi abbiamo sempre avuto dei risultati attraverso critiche o scandali antipatici e questo non è positivo perché cresciamo poco attraverso la nostra cultura, ma per avvenimenti esterni che ci danno qualcosa in più».
Azeglio Vicini, invece, non getta la croce sul pacchetto arretrato: «L'organizzazione difensiva viene da più reparti, il centrocampo per esempio ha il merito di filtrare. La squadra, comunque, ha le capacità tecniche e morali per riprendersi. Anche se una mazzata cosi pesante è dura da digerire. Se vinciamo con la Romania ci rimettiamo in corsa».