Morbillo, ancora casi a Malattie infettive
PAVIA. I ricoveri si sono susseguiti, anche durante tutta la primavera, al reparto di Malattie Infettive del San Matteo: giovani adulti che, tra i 20 e i 40 anni, hanno contratto il morbillo. Per fortuna senza gravi conseguenze: una brutta tosse, qualche problema respiratorio ma nessuna complicanza grave. «Nessuna encefalite, tanto meno morti il morbillo» dicono confortati i medici della clinica di Malattie Infettive del policlinico San Matteo. Ma nessuno abbassa la guardia.
Stando ai dati a disposizione dell'Asl pavese, che sta monitorando la situazione sull'intero territorio provinciale, il focolaio si starebbe lentamente spegnendo. Dopo il picco dei 130 casi tra la fine del 2007 e oggi ora i contagi sarebbero in diminuzione. Anche se i ricoveri in ospedale continuano. La direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero del Welfare ha tuttavia diramato, proprio in questi giorni, una circolare che ricorda le misure da adottare per fronteggiare la diffusione della malattia in Europa in occasione dei campionati Europei di calcio. Con il movimento delle persone il pericolo di contagio aumenta. Tanto più che la categoria a rischio per la diffusione del morbillo non sono paradossalmente i bambini (le ultime generazioni sono vaccinate, con una copertura, dice l'Asl, che sfiora il 95 per cento) ma gli adolescenti e i giovani adulti, tra i 20 e i 40 anni. Quelli cioè che in età pediatrica non sono stati sottoposti a vaccinazione (perché introdotta negli anni Novanta) e che, da bambini, non hanno contratto il virus da amici e compagni di scuola.
«Nel giro di cinque anni soltanto siamo passati da una copertura del 70 per cento al 95 - aveva già spiegato il responsabile del settore Prevenzione e giene dell'Asl di Pavia, Luigi Camana -. Il vaccino, per quanto non obbligatorio, è vivamente raccomandato e ogni famiglia riceve l'invito per i bambini di due anni. E' gratuito ed è necessario un richiamo quando il bambino compie 5 anni».
Le regioni colpite sono Piemonte, Lombardia, Liguria, Sardegna, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Registrata, inoltre, una trasmissione in ospedale con casi anche tra gli operatori sanitari. Non solo: in questi ultimi nove mesi sono stati registrati oltre 200 ricoveri per morbillo e sono state riportate complicanze incluso casi di encefalite, polmonite, convulsioni, otite e trombocitopenia. (m.g.p.)