Scopriamo quanto vale la Spagna
INNSBRUCK (Austria). Spagna-Russia è un piatto classico, una sfida da sfogliare con l'album dei ricordi tra foto ingiallite, ma anche da immortalare con moderne digitali. Da una parte una grande favorita e dall'altra la candidata più autorevole al ruolo di destabilizzatrice delle gerarchie.
La partita di Innsbruck è anche il faccia a faccia tra Aragones e Hiddink. Il Ct iberico è un consumato mestierante della panchina, uscito indenne da zona, pressing totale e ripartenze. Predica un calcio pane e salame, ma soprattutto riesce a farsi rispettare dal gruppo anche quando deve fare delle scelte dolorose. Dall'altra il più moderno Ct olandese, formatosi nei seminari del football totale e predicatore di quel verbo in tutto il mondo.
Selezionatore della Russia, ma a libro paga di Abramovich, ha allenato in Olanda, Spagna, Australia e, persino, in Corea del Sud. E proprio con la formazione asiatica diede un grosso dispiacere alla Spagna eliminandola dai Mondiali del 2002 grazie ai calci di rigore. Aragones è al volante di un team stellare che viaggia oltre i trecento all'ora, ma che tradizionalmente non porta mai a termine un Gran premio. La difesa non è da prima fascia, ma il centrocampo ha quotazioni in borsa da capogiro grazie a Iniesta, Xabi Alonso, Silva, e Fabregas. Aragones potrebbe decidere di sacrificare uno dei suoi fantini per irrobustire la mediana e in questo caso il sacrificato sarebbe Fabregas, si proprio lui, il gioiellino dell'Arsenal uscito in debito d'ossigeno da una stagione massacrante.
In avanti poi spazio a Villa e Fernando Torres. Il bomber del Liverpool già grande con i Reds vuole la consacrazione anche con l'altra maglia rossa del cuore, quella della sua nazionale.
La Russia non offre personaggi da copertina e spetta al mago Hiddink trovare la formula giusta per ribaltare il pronostico. Può sfruttare l'onda lunga del successo in Coppa Uefa dello Zenith di San Pietroburgo capace con i suoi gregari di battere il Bayern Monaco in semifinale e ridicolizzare i Rangers Glasgow in finale. Quattro anni fa era stata la Grecia a mandare in fallimento i bookmaker londinesi e adesso spetta alla Russia far saltare il banco. «Vedo una squadra carica - ha detto Hiddink - c'è tensione, ma è giusto che sia cosi. Non aspetteremo la Spagna, il nostro spirito è quello di attaccare». Parola di mago, ma sarà cosi?
(v.b.)