La tecnologia entra nell'orto

PAVIA.Tecnologia e esotismo nell'orto di Matteo Lunghini in via Assi San Paolo. La passione per la botanica ha spinto il novello ortolano a comprare un appezzamento dove sperimentare innesti e semi vari.
Ma per risolvere il problema dell'irrigazione ha chiamato in aiuto la tecnologia: ha installato un impianto di pompaggio e irrigazione semiautomatica che funziona con un pannello solare.
Racconta: «Nell'appezzamento c'era acqua a due metri di profondità e niente corrente elettrica. Il pompaggio manuale richiedeva fatica,il motore a diesel sporcava e faceva rumore. Da qui la scelta dell'energia solare». L'impianto l'ha costruito da solo con una pompa che si usa nelle barche, un pannello italiano e un computer di regolazione che viene dall'Australia. D'altronde per professione si occupa di centrali telefoniche, e la tecnologia è il suo pane quotidiano. Contro gli intrusi notturni sta progettando un allarme GSM, ovvero «un rilevatore di presenza che faccia scattare un allarme sul telefonino». Inoltre per contrastare il fenomeno delle talpe sta pensando a un emettitore di ultrasuoni. Lo scopo? «Allontanarle senza far loro del male: gli ultrasuoni danno fastidio agli animali ma non agli uomini, e si evitano avvelenamenti e trappole».
La passione di Matteo Lunghini per la botanica risale all'infanzia, quando riempiva i balconi dei parenti con i semi delle piante più disparate, trasformandole in vere e proprie serre. Poi la svolta tre anni fa, quando ha rilevato l'orto da Giuseppe Montalto che tuttora lo aiuta nella cura dell'appezzamento per la parte 'mangereccia". Ma non ci sono solo cipolle, zucchine, pomodori e insalata, perché a Matteo Lunghini piace sperimentare, e la traccia di ogni sperimentazione è evidente: ci sono numeri e zone rosse nell'orto. Al centro le piante per il consumo famigliare, ai bordi le rarità: Asimina Trilobata, una sorta di banana, la Feyjoa Sellowiana, con frutti succosi e bianchi. Bisogna assaggiare la Pera Cocomerina, rossa dentro e fuori, dolce e piccola, o la Pesca Platicarpa, piatta e dolcissima. Per non parlare delle patate blu, «da cui si ricava purè violaceo e patatine fritte dello stesso colore».
Anna Ghezzi