Famiglia Cristiana attacca il Pd

ROMA. «Famiglia Cristiana», il più popolare e letto settimanale cattolico in Italia, scende in campo per contestare apertamente la leadership di Walter Veltroni, colpevole di aver trasformato il Pd in un «partito fantasma», e di aver tradito e messo in un angolo, per compiacere i Radicali, la componente cattolica. La rivista rimprovera al segretario Democratico di non aver compreso, a differenza di Silvio Berlusconi, l'importanza politica del cattolicesimo italiano e gli suggerisce di mettere alla porta subito «Pannella e soci», pena la rivolta della componente cattolica.
Un attacco durissimo quello della testata-ammiraglia dei Paolini, che si chiede se non sia giunta l'ora di interrogarsi sulla leadership del Partito Democratico. E' una bocciatura su tutti i fronti. Si comincia dal titolo e dagli occhielli: «Con i radicali, Veltroni ha tradito il Pd e le attese dei cattolici (occhiello). Il peccato originale di un partito fantasma (titolo)». Dove il peccato originale, manco a dirlo è «il pasticcio in salsa pannelliana» di passata memoria. Si prosegue poi osservando che l'anarchia dei valori teorizzata dal Cavaliere ha ormai contagiato e infettato il Pd, e si conclude con un auspicio: «All'Assemblea costituente del Pd (20 e 21 giugno), forse, sarà bene interrogarsi sulla leadership e su una gestione poco collegiale».
Risentite e amareggiate le repliche specie dei cattolici del Pd. Per il vicepresidente dei senatori del Pd Zanda le espressioni del settimanale sono «cosi cattive, violente e ingiuste che nemmeno il più duro degli avversari politici del Pd le aveva mai usate». E se Castegnetti difende Veltroni (ha realizzato «una sintesi apprezzabile» nel Pd tra laici e cattolici», per Rosi Bindi «nelle critiche al Pd, Famiglia cristiana esprime una posizione che mi pare arretrata. Un modo vecchio di concepire il rapporto tra cattolici e impegno politico».