Intercettazioni, stretta di Berlusconi


SANTA MARGHERITA. Silvio Berlusconi li fa sognare. I giovani imprenditori, riuniti per la seconda giornata del 38esimo convegno, accolgono con una ovazione il presidente del Consiglio che tiene un discorso frizzante, brioso, pieno di ammiccamenti. Insomma, il premier è in famiglia. E ci tiene molto a marcare di essere il loro presidente del consiglio, il premier degli imprenditori.
Anzi suggerisce di istituire un canale preferenziale tra la loro organizzazione e Palazzo Chigi «per raccogliere suggerimenti in modo che l'esecutivo possa tramutarli in legge». Un clima da «luna di miele» che il Cavaliere sottolinea, supportandolo con l'esito di un sondaggio che gli dà il 65% dei consensi. Anche lui, come quasi tutti gli industriali prima, non pronuncia mai la parola «lavoratori», sostituendola con il sostantivo «sindacati», colpevoli di quasi tutte le macerie che si trovano nel paese.
Berlusconi annuncia di aver messo a punto una norma che sarà varata dal consiglio dei ministri tra dieci giorni, con la quale si commina una condanna a 5 anni prigione a chi ordina, esegue o pubblica intercettazioni telefoniche. Sarà un «divieto assoluto», ha spiegato Berlusconi: le intercettazioni potranno essere eseguite e utilizzate solo nelle indagini sul terrorismo e sulla criminalità organizzata, cioè mafia. Solo sanzioni pecuniarie per gli editori. In altre parole, chi ha il capitale paga una multa, gli altri finiscono in galera.
Berlusconi vuole continuare ad avere vicino gente che ha grandi aspettative dal suo governo e già si preoccupa: «Se vi deludo, che cosa succederà?», chiede retoricamente agli industriali, ma poi ostenta sicurezza nel futuro e nel successo.
Il Cavaliere snocciola tutti gli argomenti cari agli imprenditori accarezzando la platea. Fare le centrali nucleari è «una necessità» e bisogna farle di corsa perchè trenta anni fa (subito prima di Chernobyl, n.d.r.) si è persa l'occasione per colpa della sinistra e dei verdi. Prima di entrare in sala, il premier aveva confessato ad un imprenditore di essere preoccupato per il prezzo del petrolio. Entro luglio sarà risolto il problema dell'immondizia per le strade di Napoli, perchè il governo deve usare il pugno forte nei confronti di coloro che protestano bloccando aeroporti e strade. Nessun imprenditore ricorda che nelle discariche, attraverso la camorra, il nord ha mandato i rifiuti nocivi delle industrie. Quanto al costo della macchina dello Stato che da noi ingoia il 50% di più della media degli altri paesi Ue, la ricetta è semplice: «Tagliare la spesa, vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua». Per l'Alitalia, lui pensa ad un azionariato diffuso: «Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?». Quanto alle tasse per ridurre «bisogna che le paghino tutti». Dunque: avanti con la lotta all'evasione fiscale. Il governo ha un buon rapporto con l'opposizione «perchè il fatto che non ci sia la sinistra estrema e i verdi» rende molto più ragionevole il Pd. In fin dei conti si è realizzato il suo sogno e quello di Confindustria. Quanto al fatto che la Ue pensa che il nostro paese abbia un rigurgito di razzismo, nessun problema. «Martedi» annuncia Berlusconi «il Parlamento europeo prenderà nei confronti dell'immigrazione misure che saranno più dure delle nostre, consentendo agli immigrati che non rivelano l'identità di stare fino a 18 mesi nei centri di accoglienza».
Alla fine, ancora una complicità: «Tanti auguri a voi che passate notti insonni e che sapete che cosa è il rischio. Vedete, io sono uno di voi». Applausi. Per fare una battuta aveva esordito: «Quando incontrate uno della mia età, non gli dite: 'ti trovo bene" perchè non gli farà piacere». Non è stata una battuta felice. Subito dopo il discorso, Berlusconi si accascia, accusando un lieve malore.

dall'inviata Antonella Fantò