Gattuso scuote gli Azzurri
BADEN (Austria).«Antoniooo... lo devi magnà 'sto pallone». L'urlaccio di Rino Gattuso verso Antonio Cassano non arriva all'89' della partita decisiva per la qualificazione, ma sull'11-9 di una partita di calcio-tennis sotto il sole di mezzogiorno. E se qualcuno ha la sensazione che nel clan azzurro si tenda a tirare indietro la gamba dopo l'infortunio a Cannavaro, ci pensa Ringhio a rialzare la tensione.
Lui non ha mezze vie. Lui si gioca la Coppa del Mondo in ogni azione di ogni allenamento. Come quando ieri, durante il riscaldamento, è caduto mentre dribblava le sagome di plastica seminate lungo il campo facendo perdere la sua squadra. Cosa ha fatto? Si è avvicinato alla sagoma e le ha rifilato un bel calcione, neanche fosse un rinvio di Buffon.
Il trascinatore.Eccolo qui dunque l'uomo della scossa. Con compiti forse diversi da Buffon: perché Gigi è più capitano-paterno, va da Gamberini e lo incita con un abbraccio, grida «Bravo Chiello!» quando il depresso Chiellini piazza un cross al bacio, rincuora Di Natale dopo un tiro sbagliato. No, Gattuso non rincuora. Ma stuzzica, scuote, carica, urla se c'è bisogno. Due leader diversi.
In questo momento l'Italia ha bisogno di entrambi se non vuole restare sotto l'onda lunga dell'infortunio di Cannavaro. Ma soprattutto ha bisogno dei denti digrignati di Gattuso quando c'è da vincere una partita di calcio-tennis. «Mai una gioia...» urla quando va a schiacciare di testa ma la palla esce fuori dalle righe, «Amelia non t'impiccià...» tuona contro il compagno che aveva visto (tra l'altro giustamente) un pallone battere fuori e non in campo come chiedeva Gennarino.
Pace Cassano-Chiellini.Ma l'allenamento di ieri mattina si era aperto con un siparietto curioso e positivo: l'abbraccio tra Cassano e Chiellini. Una pace che chiude lo screzio del giorno prima, quando Cassano aveva avuto una reazione stizzita a un'entrata di Chiellini durante la partitella. Il barese è prima rimasto al centro del campo parlottando col Ct (con l'immancabile mano davanti alla bocca per evitare le 'intrusioni" delle telecamere), poi è andato da Chiellini abbracciandolo e poggiandogli la testa sulla spalla. Meglio cosi, perché l'Italia aveva bisogno di tutto fuorché di nervosismo.
Calcio-tennis.Ieri mattina c'è stato solo un po' di lavoro in palestra, poi una mezz'oretta sul campo con semplici esercizi. Solo in sei si sono trattenuti per una partita di calcio-tennis sotto lo sguardo di Donadoni: da una parte De Rossi, Ambrosini e Camoranesi, dall'altra Gattuso, Pirlo e Cassano. Alla fine, forse un po' a sorpresa, hanno vinto i primi, con De Rossi-show: 21-19 e Gattuso incavolato nero per la sconfitta, tanto che prima di rientrare nello spogliatoio si è rivolto ai fotografi dicendo loro «ma che ci farete con tutte queste foto...» e scuotendo la testa. Davvero un mito.
Porte chiuse.Nel pomeriggio invece il Ct Donadoni ha fatto chiudere le porte dello stadio dell'Admira Waker: fuori dunque non solo i tifosi (che hanno avuto libero accesso solo al primo allenamento), ma anche giornalisti. E' stata comunque una seduta di tattica, che il Ct ha fatto svolgere lontano da occhi indiscreti e curiosi visto che sulle tribune si aggirano spesso anche francesi e olandesi. Insomma, sempre meglio evitare qualche spione camuffato da fotografo o giornalista.