Guerra alle nutrie

LODI.Con l'ultima battuta di caccia si è a quota 4500. Sono le nutrie abbattute nel lodigiano, da Nord a Sud, negli ultimi 6 mesi. Un autentico esercito di roditori che ormai si trova anche in parchi e orti e che può aggredire l'uomo o provocare incidenti su carreggiate. L'ultima «missione» dei cacciatori nel Basso lodigiano a Brembio, con tanto di ordinanza autorizzativa del sindaco Giuseppe Sozzi perchè la cattura per gabbie non bastava più. Prossime battute contro il nuovo flagello si terranno nei prossimi giorni. La Provincia di Lodi spiega che le continue richieste di risarcimento, unite ai danni alla coltivazioni e ai rischi per gli automobilisti e motociclisti «rendono necessario un potenziamento delle attività di contrasto alla diffusione delle nutrie sul territorio». Il fenomeno appare in espansione e si ricorda che la nutria «può assumere atteggiamenti aggressivi per difendersi». Una missione tra le tante programmate, previste dal nuovo piano di contenimento provinciale di questo pernicioso roditore, che si pone l'obiettivo di rendere sempre più capillare e sistematica la capacità di intervento sul territorio. Una delle principali novità del documento redatto dagli uffici provinciali riguarda le modalità di smaltimento degli animali abbattuti: i 26 comuni aderenti al Piano possono autorizzare il sotterramento delle carcasse, nel rispetto di condizioni messe a punto da Arpa e Asl, su richiesta della Provincia. Questa possibilità oltre a semplificare le operazioni ha permesso ai Comuni di aderire al piano a costi zero, mentre prima era subordinata al versamento di una quota di adesione particolarmente onerosa. Il piano della Provincia privilegia l'utilizzo di gabbie, possibile tutto l'anno, in quanto il sistema è ritenuto il più efficace nel lungo periodo e molto selettivo (rari o nulli sono i casi di cattura di altre specie). Nonostante ciò il Piano prevede l'incremento della possibilità di intervento con armi da fuoco (non solo agenti di polizia provinciali ma anche autonomamente guardie venatorie volontarie della provincia e delle associazioni venatorie) per arginare situazioni di disagio non più tollerabili dovute alla presenza del roditore.