Oggi sarà interrogato il produttore Cecchi Gori

ROMA.Aveva rappresentato il ritorno alle grandi produzioni e al box office che conta di Vittorio Cecchi Gori. Ma la produzione del film 'Scusa ma ti chiamo amore", tratto da uno dei best seller di Federico Moccia, i cui diritti furono acquistati dall'ex tycoon tv tramite la 'Cecchi Gori Cinema Spettacolo" e poi ceduti alla 'New Fair Film", si è rivelata un boomerang. E' stato anche il passaggio di tali diritti tra le due società a convincere il gip di Roma Guicla Mulliri a ritenere sussistenti le esigenze cautelari nei confronti del produttore, finito in carcere a Regina Coeli con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Nelle 26 pagine dell'ordinanza si fa riferimento, oltre al depauperamento della Safin, la società fallita nel febbraio scorso, alla vicenda del film. «La tempistica degli eventi - si legge - lascia supporre che la costituzione della società in data 5 luglio 2007 sia conseguenza delle richieste cautelari (sequestri) avanzate dal pm e rigettate dal gip concernente il capitale sociale della Cecchi Gori Cinema Spettacolo», società sotto la lente della magistratura. L'ex produttore cinematografico sarà interrogato oggi. Aarà sentito anche Luigi Barone, pure in cella.