La forza della Costituzione

VIGEVANO. Ragazzi, amministratori e testimoni ieri nel cortile del Castello, per ricordare il 62esimo anniversario della festa della Repubblica, ma anche i 60 anni della Costituzione. «Il 2 giugno 1946 si sono svolti contemporaneamente il referendum istituzionale, quando il popolo scelse la forma di governo dello Stato tra repubblica e monarchia - ha detto il sindaco Ambrogio Cotta Ramusino - e l'elezione dell'assemblea costituente. I lavori dovevano terminare il 24 febbraio del '47, ma la Costituente venne sciolta il 31 dicembre, dopo aver adottato la Costituzione, che entra in vigore il 1º gennaio del '48, con 453 voti favorevoli e 62 contrari».
«La Costituzione in questi 60 anni ha continuato a vivere: ha un futuro perché in quel documento sono contenuti principi, valori, diritti e doveri, le regole e gli equilibri alla base del nostro vivere civile». Una Costituzione che «non è un tutto intoccabile, e lo dimostra il fatto che in questi ultimi anni sono stati modificati, sostituiti, aggiunti 38 articoli o commi».
Ma c'è anche una necessità di «ridare nuova forza, riaffermare i principi ed i valori sanciti, che costituiscono il patto fondativo della nosra vita democratica». Il sindaco baby, Angelica Mariani, ha ricordato invece la figura di Giacomo Ulivi, un giovane di Parma che lasciò una lettera ai suoi amici prima di morire, senza mai riuscire a spedirla. Parlava di un'Italia che ha avuto il coraggio di rialzarsi e ricostruirsi, «andando a votare quel 2 giugno. La nostra Repubblica democratica nasce da un voto popolare, e il popolo da questo voto nasce l'articolo 3 della Cosituzione: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali». Stefano Piacentini e Iara Savoia hanno letto la lettera di Giacomo Ulivi e «La sera del 2 giugno '46» di Lia Levi.