L'allarme dell'Autorità del Po

VIGEVANO.Compare anche Vigevano nell'elenco dell'Autorità di bacino del Po tra i 340 Comuni del Nord Italia ad alto rischio di esondazione. Il Piano per l'assetto idrogeologico dell'autorità del Po indica per Vigevano il livello 4, che è il più grave, e lo stesso vale per Dorno, Gambolò, Garlasco, Gropello, Sannazzaro. «Il problema è il livello di innalzamento del Po che di conseguenza crea un ingrossamento dei suoi affluenti come il Ticino - spiega Roberto Germani, responsabile dell'Ufficio sicurezza del Comune - Il fiume Ticino, nel secondo tratto, resta compresso tra il lago Maggiore e il Po, e quando si alza il Po il rischio di esondazione è maggiore». A Vigevano il fiume è già tracimato più di una volta, in particolare nel 2000 e nel 2002, il ponte sul fiume è stato chiuso per precauzione, dopo che l'acqua aveva invaso la carreggiata della ex-statale 494, sulla sponda milanese. E le sponde, negli anni, hanno subito profonde modificazioni dovute al lavoro di erosione da parte della potenza dell'acqua.
«Per l'area residenziale della città il rischio è minimo - spiega Germani - visto che si trova ben al di sopra del livello del fiume. La zona più a rischio è il Lungoticino Lido, anche se li ci sono soprattutto casotte o locali aperti al pubblico, con una presenza temporanea di persone, e per le poche residenze della zona». Anche in questi giorni di piena, il fiume è stato costantemente monitorato dall'Ufficio sicurezza e dalla protezione civile. «Non siamo mai arrivati al livello d'allarme - spiega Germani - Solo venerdi il Ticino è stato al livello di massima attenzione e nella notte è uscito, ma di poco, nella zona Taraplino. Adesso siamo scesi al livello di attenzione, il livello del fiume si è abbassato di circa 40-50 centimetri, ma è comunque ancora alto».
Il problema maggiore, spiega Germani, è dato dai tronchi d'albero e dalle ramaglie trascinate dall'acqua «ma non c'è mai stato un rischio di tenuta del ponte - sottolinea Germani - Quando è stato chiuso, la decisione è stata presa a titolo precauzionale, proprio perché le ramaglie possono formare una diga che innalza ancora di più il livello del fiume. Comunque, in queste situazioni, il monitoraggio è costante. A breve sarà anche ufficializzato il Piano di emergenza che indica che cosa fare in caso di esondazione». (d.a.)