20 milioni per i depuratori

PAVIA. Depuratori da ricostruire, vecchi impianti da sistemare, e soprattutto da adattare alle nuove norme che l'Unione europea impone in tema ambientale. L'obiettivo è quello di realizzare gli interventi più urgenti previsti dal Piano d'ambito. Per far questo l'assemblea dell'Ato (Ambito territoriale ottimale), riunita in questi giorni, ha deciso di garantire il primo maxi-stanziamento di 20 milioni di euro non appena la società patrimoniale sarà costituita a tutti gli effetti, cioè presumibilmente dopo il 30 giugno. La società Pavia Acque Srl è nata, ma è una scatola vuota. «Attendiamo che sia trasferito il patrimonio da Asm e Comuni che ne faranno parte», spiegano Delio Todeschini e Giampiero Acciaioli, rispettivamente presidente e direttore dell'Ato.
Quindi i finanziamenti ci sono, ma restano sospesi in attesa che si concluda l'iter. «La prima condizione è il trasferimento dei patrimoni e del personale da parte delle società partecipanti - spiega Todeschini -. La seconda è che i Comuni conferiscano alle Asm la rappresentatività, cosa che presuppone una deliberazione». Tutto questo in un primo momento era stato previsto entro il 30 maggio, ma poi è slittato a fine giugno. E la consegna dei 20 milioni di euro, che riguarda progetti provenienti da vari Comuni della provincia, slitta di conseguenza. La cifra è formata per una parte dai fondi accantonati dall'Ato provenienti da incrementi tariffari del 5% previsti da delibere Cipe e finalizzati agli impianti di depurazione e collettamento fognatura, e per l'altra da fondi provenienti dall'accordo di programma quadro.
Per la determinazione della tariffa, le condizioni sono da una parte la valutazione degli ammortamenti residui (mutui in corso) delle Asm e dei Comuni, dall'altra il personale che le aziende intendono trasferire sia a Pavia acque (società a cui fa capo la gestione e la realizzazione degli investimenti), sia alla società di erogazione, determinata attraverso gara ad evidenza pubblica.
«Importante, nel corso dell'assemblea dell'Ato, è stata la discussione sullo schema di integrazione del Protocollo d'intesa, visto che la Regione ha chiesto all'Ato pilota di Pavia di provvedere ad assumere anche l'impegno di testare, al fine di verificarne l'efficacia, l'efficienza e l'economicità, il modello per il controllo di gestione del Servizio idrico integrato - spiega Todeschini - Si è deciso di organizzare un ufficio per il rilascio delle autorizzazioni per il recapito in rete fognaria delle acque industriali e di prima pioggia. Infine si è deciso di realizzare il customer satisfaction per monitorare il grado di soddisfazione dell'utenza. Siamo contenti del riconoscimento da parte della Regione, la quale fra l'altro verserà all'Ato per questo impegno aggiuntivo la somma di 50mila euro».
«Infine vorrei sottolineare la falsità di alcune voci che artatamente vengono fatte circolare - conclude il presidente - E' priva di fondamento la diceria che l'Ato abbia chiesto ai Comuni un aumento del contributo per il suo funzionamento. Invece è vera la notizia che dal momento in cui si farà l'affidamento i Comuni non verseranno più la quota prevista.