Mangone, il Pavia conta sul si
PAVIA. Potrebbe arrivare domani la risposta di Amedeo Mangone all'offerta del Pavia. Il tecnico che ha conquistato la salvezza, dopo una grande rimonta nel girone di ritorno, si è preso qualche giorno di tempo prima di accettare o meno la proposta del club di rimanere in azzurro e non semplicemente come allenatore, ma con un ruolo anche manageriale. Le perplessità del tecnico riguardano l'allontanamento del direttore sportivo Massimo Tarantino, che oltre ad essere amico personale di Mangone è anche la persona che lo aveva portato a Pavia.
Tra l'altro dalla risposta di Mangone potrebbe dipendendere anche la permanenza di Benny Carbone, anche lui arrivato in azzurro grazie a Tarantino, al quale è molto legato. Il capitano ha un altro anno di contratto, ma è chiaro che un no del tecnico potrebbe indurre l'ex di Inter, Parma e Napoli a considerare la possibilità di un trasferimento altrove: era stato proprio Carbone, poco prima della fine del campionato, a suggerire alla società la conferma di Tarantino e Mangone.
Per il mister si era vociferato di un interessamento del Cesena, appena retrocesso dalla B alla C1. Ma il Pavia è fiducioso nella possibilità che Mangone accetti di prolungare la sua esperienza alla guida degli azzurri.
Intanto sui cambiamenti in società parla anche il vicepresidente Ugo Lazzaretti. «L'addio a Tarantino? Non è assolutamente una decisione contro la persona - dice Lazzaretti - Tarantino prima come calciatore e poi come dirigente ha avuto sempre un comportamento impeccabile. Non c'è nulla contro la persona. Ma nel calcio non c'è tempo per fermarsi e bisogna pensare al futuro, alla prossima stagione». La prossima stagione, appunto.
Tra le righe del comunicato della società è sembrato di leggere la possibilità di un ridimensionamento del budget. «Ci muoveremo cercando di fare delle cose alla nostra portata - spiega il vicepresidente - ma vedremo di allestire comunque una squadra competitiva per la categoria. Tra l'altro ci sono anche regole nuove che impongono di utilizzare sempre più giovani, nell'ambito di un ridimensionamento economico complessivo del mondo del calcio. Il che tra l'altro mi pare giusto». Gli stessi soci del Pavia sanno per esperienza diretta cosa significa gestire una società di calcio: «Ricordiamoci che ci sono club che fanno fatica a pagare gli stipendi - nota Lazzaretti - o che faticano a mettersi in regola. Poi alla fine, non si sa come, ce la fanno sempre tutti... Noi soci abbiamo sempre lavorato nell'interesse del Pavia e con grande convinzione, anche mettendo mano al portafogli: l'impegno economico è stato importante». Il Pavia rischia di perdere Carbone: «Io non credo, ha un contratto biennale, è un giocatore del Pavia. Poi però è chiaro che può anche decidere di fare un'altra scelta».