Carretta eredita la casa del massacro
b PARMA. /bFerdinando Carretta torna in possesso dell'appartamento di via Rimini 8, a Parma, dove il 4 agosto '89 uccise a colpi di pistola il padre Giuseppe, la madre Marta Chezzi e il fratello Nicola. L'uomo, che nel '99 fu assolto perchè incapace di intendere e volere al momento del fatto e che da alcuni mesi è in libertà vigilata (vive in una comunità riabilitativa a Barisano, nel forlivese, e lavora come impiegato in una cooperativa che gestisce parcheggi a Forli), ha ottenuto proprio la casa della strage nell'ambito dell'accordo trovato con le zie che chiude la causa civile innescata anni fa a proposito dell'eredità di famiglia. Un mix di appartamenti e denaro per un valore stimato di 700.000 euro. Il Tribunale civile di Parma, in primo grado, aveva attribuito tutti i beni di famiglia alle zie, Paola Carretta, che avviò la causa, e Adriana e Carla Chezzi. Ma, secondo i giudici Carretta - che non era mai stato dichiarato 'indegno" di ereditare, poichè era stato assolto dall'accusa di omicidio - non aveva perso i diritti civili. La vicenda si è poi spostata davanti alla prima sezione della Corte d'Appello di Bologna, e da alcuni mesi era nell'aria un accordo stragiudiziale che ha assegnato a Ferdinando l'appartamento di famiglia. L'uomo, che oggi ha 46 anni, tramite i suoi legali ha sempre sostenuto di non avere alcuna intenzione di tornare a vivere in quell'appartamento, poi affittato a una donna che fa la commessa, viene dal Sud e ci è andata ad abitare con i figli, mantenendo però inalterati gli interni e gli arredi perchè la casa è rimasta sotto sequestro giudiziario in attesa che si sciogliesse il nodo dell'eredità. Carretta fu trovato dai carabinieri nel '98 a Londra, dove lavorava come pony express, e confessò alle telecamere del programma di Raitre 'Chi l'ha visto?" di aver ucciso in casa i familiari e di averne occultato i cadaveri in una cava della provincia (i corpi non sono mai stati trovati). Un anno dopo arrivò la sentenza, che dispose il suo ricovero nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, nel mantovano, dove rimase sette anni e mezzo, cominciando anche a uscire per frequentare un corso di informatica.BR