Dodici mesi di vita per Alitalia

BR bROMA. /bPer Alitalia è più che mai allarme rosso e il Pd ne chiede conto a gran voce a Berlusconi. Veltroni accusa infatti il Cavaliere di aver fatto scappare Air France ventilando in campagna elettorale l'esistenza di un'ipotetica cordata italiana di cui però, a due mesi di distanza, non si vede traccia. Mentre i conti della compagnia di bandiera continuano a peggiorare, il prestito ponte di oltre 300 milioni non sembra risolvere nulla ma anzi, oltre a pesare sulle tasche dei contribuenti, potrebbe incorrere in una nuova procedura di infrazione da parte dell'Unione europea. Fra pochi giorni scadrà infatti il termine fissato dall'Europa per i chiarimenti sulla legittimità del prestito, come ha ricordato ieri anche Savino Pezzotta (Udc). E in tutto questo il governo sembra solo rifugiarsi nel silenzio.BR A scatenare le nuove proteste delle opposizioni, la relazione tecnica che accompagna il decreto sul prestito ponte. In quella relazione il governo assicura infatti che il prestito, diventato ormai un «trasferimento in conto capitale», vale a dire un vero e proprio finanziamento da parte dello Stato, garantirà «per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale dell'Alitalia».BR «Non ci risulta in nessun modo - accusa però Veltroni - che le risorse bastino per 12 mesi. Non risulta a nessuno, basta fare la moltiplicazione delle perdite della compagnia. E' solo un modo di dilazionare una risposta che va data oggi». Il segretario del Pd ricorda le tante assicurazioni di Berlusconi in campagna elettorale sull'esistenza di una cordata italiana. «Dov'è questa cordata? - chiede allora oggi - Qual è il partner industriale? Con quale procedura si immagina di vendere Alitalia? E chi sta organizzando cordate?». Tutti interrogativi, sottolinea, su cui è calato il silenzio, che alimentano «senso di allarme e di preoccupazione» e sui quali il governo deve informare subito il Parlamento in modo esaustivo.BR Ancora più duro Pierluigi Bersani secondo il quale sostenere che l'Alitalia ha risorse per 12 mesi è «una previsione da Mago Merlino». In realtà, spiega il ministro dell'Economia del governo ombra, «nessuno può dire cosa succederà non fra 6 o 7 mesi, ma domani mattina. Non è solo una questione patrimoniale, ma industriale e gestionale, e loro non hanno nominato neanche l'amministratore delegato». Se non bastasse, spiega Bersani, con la «cacciata di Air France» si è anche vanificata una «lunga e complessa procedura di vendita» rispettata dal governo Prodi. E ora non si sa neanche in che modo il governo intende vendere Alitalia.BR Per privatizzare bisogna infatti rispettare leggi italiane ed europee, non si può improvvisare. «A quale titolo - domanda ad esempio il ministro ombra - si muove il sig. Ermolli per vendere un bene pubblico, cioè anche nostro?». Motivo per cui Bersani mette sotto accusa anche le autorità di controllo del mercato: «Dove sono i tutori del mercato che davano a noi lezioni quando governavamo?». Il governo deve dunque riferire in Parlamento, «mica a noi dell'opposizione - avverte Bersani - ma ai lavoratori, ai mercati. Alitalia è una società quotata in borsa, qualcuno vuol guardarci dentro?».BR

Andrea Palombi