Scontri alla Sapienza, ai domiciliari tre dei giovani fermati

BR bROMA. /bbArresti domiciliari per tre dei sei giovani fermati martedi dopo gli scontri all'Università la Sapienza di Roma. È quanto ha deciso ieri il giudice Luciano Pugliese al termine dell'udienza di convalida.BR /b Il divieto di uscire dalla propria abitazione è stato disposto per due militanti di Forza Nuova, Martin Avaro e Gabriele Acerra, e per Emiliano Marini dei collettivi studenteschi. Gli altri tre giovani fermati Giuseppe Mercuri (dei collettivi) Andrea Fiorucci e Federico Ranalli, militanti dell'organizzazione di estrema destra, sono stati invece rimessi in libertà, per tutti il processo si terrà il 2 luglio.BR Mentre si svolgeva l'udienza, all'esterno del tribunale 150 giovani del collettivi studenteschi hanno fatto un sit in chiedendo la scarcerazione dei propri compagni. Non è mancato qualche momento di tensione, come quando dal cancello del tribunale è uscito un dirigente dell'organizzazione di Roberto Fiore.BR Di quanto accaduto alla Sapienza ieri ha parlato alla Camera anche il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, per il quale l'aggressione subita da alcuni studenti in realtà sarebbe stata solo una rissa tra fazioni opposte. Un episodio che il governo «non sottovaluta», ma che Mantovano ritiene di non poter inquadrare nella stessa logica di episodi come quello avvenuto sabato al quartiere Pigneto.BR In mattinata all'Università si è anche tenuta un'assemblea dei collettivi studenteschi alla quale ha partecipato anche prorettore Luigi Frati che ha condannato l'aggressione. «Lo stesso sindaco Alemanno, che ha una storia non proprio vicina alla nostra, ha condannato apertamente la xenofobia di queste persone», ha detto Frati interrotto però dalle urla di alcuni ragazzi che, tra gli insulti, hanno gridato «fascista». Frati, riprendendo la parola e alzando la voce, ha aggiunto: «Potrebbe essere anche strumentale o quello che vi pare, ma questo rafforza ancora di più le nostre riflessioni».BR Il prorettore ha poi annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile, ma anche di voler applicare una sorta di «coprifuoco» nella città universitaria. Per il futuro, ha spiegato Frati, «alle otto di sera si chiude».BR

Carlo Rosso