Ospedale, un clandestino al giorno
bVOGHERA./bb «Niente residenza a chi non ha la possibilità di pagarsi le spese sanitarie», tuona la Lega. «E' un attacco a diritti garantiti dalla costituzione, siamo pronti a rivolgeri alla magistratura», ribatte la Cgil. Lo scontro politico ha raggiunto il calor bianco. Ma cosa dicono i numeri? «Nel 2007 - spiegano alla direzione sanitaria dell'ospedale - abbiamo offerto prestazioni sanitarie a più di un irregolare al giorno». E' un problema? «Non dal punto di vista operativo. E' un dato di fatto, però, che la situazione diventa pesante».BR /b Premessa: la legge italiana prevede che chiunque, regolare o meno sul territorio nazionale, abbia diritto ad essere curato in condizioni di emergenza. «In base a questo principio noi siamo organizzati per offrire a chiunque l'aiuto necessario - spiega la direttrice sanitaria del polo oltrepadano Luigina Zambianchi -. In questo senso, per l'ospedale di Voghera non è un problema curare chiunque si presenti. Detto questo, spesso ci troviamo ad affrontare situazioni molto difficili: gli irregolari normalmente sono da poco in Italia e quindi hanno abitudini ed esigenze spesso lontane da quelle a cui gli operatori sanitari sono abituati». Detto questo, però, quante volte in un anno l'ospedale di Voghera deve affrontare situazioni cosi difficili? «Nel 2007 gli stranieri irregolari che si sono rivolte alle strutture di Voghera sono stati più di 400 - spiega il direttore sanitario -. Nel dettaglio, abbiamo avuto 194 referti di pronto soccorso, 112 prestazioni ambulatoriali, e 102 ricoveri». Le cifre si riferiscono a quelli che, tecnicamente, si definiscono «codici Stp», ovvero i codici che vengono consegnati ai cittadini stranieri irregolarmente in Italia alla conclusione della prestazione sanitaria: la precisazione è necessaria perchè la cifra totale di oltre 400 prestazioni in un anno può comprendere anche più prestazioni fornite alla stessa persona. Ciò non toglie che il dato sia significativo visto che in ogni caso si tratta di prestazioni che restano a carico del servizio sanitario nazionale. E proprio su questo punto si è scatenata nei giorni scorsi la polemica politica con il segretario della Lega nord Filippo Musti che ha chiesto al sindaco Aurelio Torriani una delibera che 'tagli" la residenza ai cittadini stranieri (extracomunirari e no) che non possano garantire una sorta di rimborso per le eventuali prtestazioni sanitarie e sociali. «Questo - spiega Musti - sulla base di una normativa europea confermata da una sentenza della corte di Bruxelles che intende tutelare il bilancio degli Stati ospitanti e delle singole comunità locali». «Una richiesta inaccettabile - contrattacca Franco Vanzati della Cgil - visto che la Costituzione italiana garantisce l'assistenza sanitaria a tutti, indipendentemente dal censo e dalla razza. Aprire la strada ad una normativa che limita la residenza per chi non si può permettere le cure significherebbe demolire una struttura giuridica voluta dai padri della Patria. Per questo il sindacato è pronto a sostenerev tutte le cause che gli stranieri vorranno avviare contro i Comuni che limitano i loro diritti».BR