Studente picchiato, aggressione senza un perché

b PAVIA./bb Dopo quasi una settimana i segni sul viso sono ancora evidenti. Lividi che raccontano di una serata iniziata in maniera spensierata, nel locale Spaziomusica di Pavia, e terminata con un'aggressione che ancora oggi non ha un perché. La vittima è Nicolò Pozzi, studente universitario 28enne di Pavia. Pochi giorni fa è uscito dal locale di via Faruffini e si è diretto verso via Langosco: qui, nel parcheggio delle auto, è stato raggiunto da due giovani, vestiti con pantaloni e giacca di jeans, ed è stato picchiato. Con violenza. Gli hanno rotto il naso a calci e pugni e poi lo hanno lasciato sulla strada. Il giovane ha sporto denuncia, ma non sa dare una spiegazione dell'accaduto: «Quella sera non ho avuto discussioni con nessuno».BR /b Un episodio grave, che risulta ancora più inquietante se si considera che è accaduto a pochi passi dal centro, a qualche metro da un locale frequentatissimo da giovani che arrivano anche da fuori provincia. Come mercoledi sera. A Spaziomusica suona un gruppo rock, e lo studente è tra il pubblico, folto, degli appassionati. Nel locale non avviene niente di particolare. Nulla, almeno, che lasci presagire ciò che sta per accadere. «Ero con la mia ragazza e con alcuni amici - spiega - e sono rimasto tutta la sera a sentire musica. Non ho avuto discussioni con nessuno». Una serata tranquilla, che termina verso l'una e trenta. A quell'ora lo studente esce dal locale con i suoi amici. Il gruppetto fa poche centinaia di metri, in direzione del centro. Poi, a un certo punto, il ragazzo si accorge di avere dimenticato la giacca nel locale e torna indietro, da solo, a recuperarla. Questione di pochi minuti. Entra ed esce da Spaziomusica, senza notare nessuna persona sospetta. Ma riesce a fare poca strada. Nel parcheggio di via Langosco, parallela a corso Garibaldi, sente dietro di sé un rumore di passi. Non fa in tempo a voltarsi che due persone gli sono addosso. Lo prendono dalla maglietta, da dietro, lo sollevano e lo buttano a terra. Nicolò Pozzi perde gli occhiali. Non può vedere in faccia nessuno. E d'altra parte non potrebbe. Perché la violenza fulminea con cui gli aggressori (forse due) colpiscono, gli impedisce perfino di realizzare quanto sta accadendo. Il giovane è a terra mentre gli aggressori lo colpiscono a calci. Non una parola. Solo botte. Il pestaggio dura pochi secondi. Nicolò, confuso e intontito, urla e chiede aiuto. A questo punto gli aggressori scappano, anche perché un residente si è affacciato alla finestra. Il parcheggio è illuminato, ma nessuno sembra avere visto niente. Il giovane perde sangue dal naso. «Ho sentito le voci ovattate di alcune persone che stavano uscendo dal locale - racconta il ragazzo -. In un attimo sono venute ad aiutarmi. Sono arrivati anche i miei amici e la mia ragazza, che mi hanno accompagnato al pronto soccorso». Qui viene medicato e operato al naso. Lo studente resta due notti in osservazione, poi viene dimesso con 20 giorni di prognosi. Le ferite guariranno. Ma l'aggressione, a distanza di una settimana, non ha ancora un responsabile.BR