Una grande festa per don Leo

b BELGIOIOSO./bb Si è conclusa domanica sera con una solenne Concelebrazione eucaristica in memoria di don Leo Cerabolini e di tutti gli amici defunti, l'edizione 2008 della 'Festa della Vita" organizzata dalla fondazione Casa di Accoglienza alla Vita Cerabolini - Vitali Onlus di Belgioioso. Il tema di quest'anno, che è stato scelto a febbraio dai vescovi è 'Servire la vita".BR /b «E' stata davvero una festa bellissima - spiegano i responsabili della Casa di Accoglienza - che ha riunito attorno alla figura di Don Leo, nei confronti del quale permane lo stesso affetto che ha contraddistinto la sua intera esistenza, e a tutti i suoi collaboratori decine di piccoli ospiti, di volontari e di famiglie. La particolarità della manifestazione è che, ogni anno, anche i bambini che hanno ormai trovato una nuova casa vengono invitati a partecipare. Cosi facendo, si rafforzano e si rinnovano i rapporti fra generazioni di educatori e di ragazzi che hanno condiviso un'esperienza difficile, ma al tempo stesso arricchente."BR Tanti i momenti significativi di questa edizione della Festa della Vita.BR Dall'intervento del Vescovo Mons. Giovanni Giudici di mercoledi 21 al convegno 'Quando i bambini non fanno ooh... Dall'orfanatrofio alla casa-famiglia" organizzato dall'associazione 'Ali di speranza" giovedi 22.BR La giornata clou è stata però domenica 25 maggio.BR Nel tardo pomeriggio, dopo il concerto del Corpo bandistico Santa Cecilia e prima dell'esibizione dei ballerini della scuola 'Spazio Danza" diretta da Nora Manelli, sono stati consegnati anche i due premi 'In difesa della vita".BR Il primo riconoscimento è stato attribuito alla ligure Suor Maurizia Catto delle Figlie di Nostra Signora della neve. Nel 2000, accogliendo l'invito del Vescovo Lanfranconi a dare un segno giubilare di aiuto concreto alla vita, la religiosa si è infatti prodigata per sostenere la casa di accoglienza di Albissola.BR Davvero particolare l'assegnazione del secondo dei due premi previsti quest'anno.BR Ad aggiudicarselo sono stati infatti i componenti della 'Bottega di Nazaret".BR 'Non si tratta di un negozio o del laboratorio di un artigiano - spiegano divertiti i responsabili della Casa - bensi di un sodalizio composto da cinque attivissimi pensionati. Giovanni, Davide, Giacomo, Mario e Luigi si occupano volontariamente delle tante manutenzioni, piccole e grandi, di cui le nostre strutture necessitano. Il loro lavoro è preziosissimo per il buon andamento di tutte le nostre attività."BR bMelissa Berti /b