Minori rumeni, più garanzie sul rimpatrio

bROMA./bb La Cassazione frena le procedure di rimpatrio dei minori originari della Romania - nomadi e non, che si trovano in Italia - per i quali le autorità di Bucarest, in esecuzione di condanne definitive, hanno spiccato il Mandato d'arresto europeo per reati commessi prima di emigrare nel nostro. Per la Suprema Corte, infatti, i giudici italiani - per dare il 'via libera' alla consegna - devono pretendere, dalla Romania, come «presupposto imprescindibile», la prova che il processo sia avvenuto con le dovute garanzie.BR /b Prima tra tutte, l'accertamento della «capacità psichica» del minore di essere rinviato a giudizio. Una specie di prova diabolica dal momento che, in molti casi, specie quelli dei baby-nomadi, il processo avviene in contumacia perchè si spostano da uno Stato all'altro. Spesso, trattandosi di romeni, la meta è il nostro Paese.BR E i giovani ricercati vengono identificati in Italia su segnalazione dell'Interpol, solo se fermati per l'ennesimo reato. Altra condizione affinchè l'Italia possa acconsentire al rientro - anche se nel frattempo i minori sono divenuti maggiorenni - è che la decisione sia presa non dalle corti di appello, come è stato finora, ma da un collegio specializzato. Ossia da giudici minorili affiancati da esperti. Insomma l'iter si complica, accanto ai magistrati ci dovranno essere anche assistenti sociali, psicologi, pedagoghi. Per effetto del verdetto è stato accolto il ricorso di una rumena - probabilmente nomade - condannata a due anni di reclusione per aver rubato in diversi negozi nel suo Paese, a Craiova, nel 2003 quando aveva quattordici anni.BR