Troppi nomadi, Milano pensa anche a Pavia

b PAVIA./bb L'obiettivo è ripartire i rom del milanese sul territorio lombardo. La possibilità che si prospetta, ormai vicina alla realtà, è che una parte delle roulottes sfrattate dall'area milanese trovino casa in provincia di Pavia. Il «piano di razionalizzazione e ripartizione degli insediamenti», come lo definisce il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, potrebbe scattare già la prossima settimana. Si attende a giorni infatti che il Governo nomini Lombardi a commissario per l'emergenza rom in Regione. Una prospettiva che non coglie impreparato il prefetto di Pavia Ferdinando Buffoni, il quale però invita alla cautela: «Lombardi non è ancora stato nominato - dice -. Quando lo sarà concerterà soluzioni con gli interessati». Chi da subito mette un freno all'eventuale piano milanese è il presidente della Provincia Vittorio Poma. Che sottolinea: «Da noi non ci sono le condizioni per ospitarli».BR /b Il numero complessivo di nomadi con i quali il capoluogo lombardo deve fare i conti è consistente. Lombardi parla di 4-5mila presenze negli 11 campi autorizzati da Palazzo Marino, di 2mila fuori città, mentre il resto va a comporre la schiera, spesso incontrollabile, di abusivi. La Provincia di Milano di abusivi ne conterebbe 23mila, dei quali almeno 10mila nell'area metropolitana. Troppi, secondo le stesse istituzioni.BR Il prefetto di Milano, da quanto si prospetta, avrà un potere che «non sarà tanto e soltanto quello di agire con la polizia, ma soprattutto quello di disporre di strumenti necessari, anche in deroga, per superare le difficoltà». Dunque Lombardi dovrebbe avere a disposizione, almeno sul piano teorico, l'intera regione. Per ora non dà indicazione circa le eventuali destinazioni che i nomadi potrebbero prendere, ma garantisce che prima ascolterà gli enti locali e le istituzioni interessate, ragionando in un'ottica regionale.BR Tra le province confinanti con quella di Milano c'è Pavia, che quindi risulta tra le dirette interessate al piano. Ma da Pavia il prefetto Ferdinando Buffoni, che ben conosce l'argomento avendo già dovuto affrontare il caso dello sgombero all'ex Snia, invita alla cautela. «Al momento non c'è alcun segnale di trasferimento di nomadi sul nostro territorio - spiega - Non allarmiamoci, semmai facciamoci venire delle idee».BR Poma invece mostra di non apprezzare soluzioni mediate. «L'esperienza dei rom l'abbiamo già vissuta a Pavia ed è stata dolorosa - sottolinea - Fra l'altro ha mortificato i sindaci che hanno dovuto fare i conti con il problema senza essere avvertiti, ma è stato mortificante anche per gli stessi rom che non hanno trovato accoglienza in strutture attrezzate. Quindi credo che non ci siano margini per garantire altri insediamenti nella nostra provincia».BR «Soluzioni temporanee? Le temo sempre perchè l'emergenza crea il rischio che si protraggano a lungo o diventino definitive - conclude Poma -. Inoltre ritengo che il problema dei rom non si risolva distribuendoli sul territorio perchè resta la necessità di garantirne l'integrazione, mentre gli stessi hanno dimostrato di non volersi integrare. E poi ogni iniziativa deve essere preventivamente concordata con i sindaci del territorio che devono ospitare i gruppi. Dunque ribadisco: avendo già vissuto quell'esperienza e conoscendo una buona parte di sindaci della provincia, non mi pare ci siano le condizioni per ospitarli nomadi».BR