«Voghera, il caposaldo dei Savoia»
BR bVOGHERA. /b Per quasi un secolo, fra lo scoppio della Prima guerra d'Indipendenza (1848) e l'inizio della Grande Guerra (1915), che segnò per l'Italia il ribaltamento d'alleanze dagli Imperi Centrali (Germania e Austria) alle potenze occidentali (Francia e Inghilterra), Voghera fu bastione del Piemonte, dapprima, in funzione antiaustriaca; del Nord Ovest, poi, in chiave antifrancese. La rilevanza strategica,, della città e della sua caserma sarà al centro del convegno in programma oggi, dalle 10, alla biblioteca Ricottiana. Relatore unico, il professor Marziano Brignoli, storico del Risorgimento, nonché priore del Tempio sacrario della cavalleria. Brignoli ha dedicato lunghi studi all'argomento: ricordiamo, fra l'altro, 'I reggimenti di cavalleria a Voghera", libro che ripercorre in modo minuzioso le vicende dei reparti che si sono avvicendati al presidio della caserma 'Vittorio Emanuele II" (di cui proprio quest'anno ricorre il 150esimo), e 'Guerra e pace fra l'Appennino e il Po", opera fresca di stampa con Iuculano editore che ricostruisce gli eventi bellici tra Stradella e Piacenza dalla campagna del principe Eugenio di Savoia sino alla fine dell'Ottocento.BR bProfessor Brignoli, dunque Voghera è un caposaldo strategico. Lo si vede nel 1848, quando Carlo Alberto di Savoia comincia da qui le operazioni militari contro l'Austria e più ancora nel 1859, al deflagrare della Seconda guerra d'Indipendenza/b.BR «Si. Voghera è città di prima linea sia nel 1848, sia nel 1859. Tanto è vero che a Montebello, distante una manciata di chilometri, si combatte la prima grande battaglia della guerra d'Indipendenza che porterà alla sconfitta dell'Austria e all'unità d'Italia».BR bNon casuale, quindi, la scelta di collocarvi una grande caserma/b.BR «Ovviamente no. La caserma doveva sorvegliare a sud il confine con il ducato di Parma e Piacenza, sostanzialmente filo-austriaco, a Occidente la linea del Ticino verso i domini asburgici. Non dimentichiamo che nel 1859 Voghera è terra piemontese, mentre Pavia è sotto Vienna».BR bLa caserma Vittorio Emanuele nel 1859 era già operativa dal punto di vista militare?/bBR «Era ancora incompleta, ma già operativa, a un anno dall'inaugurazione. Vi viene stanziata la cavalleria perché è un'arma con compiti prevalentemente esplorativi. Si tratta di saggiare il terreno subito al di là del confine, di stabilire l'entità e la consistenza delle forze nemiche e di tenere sotto controllo i loro movimenti».BR bDopo il 1861, e l'unità d'Italia, come cambia il ruolo strategico di Voghera e della sua caserma?/bBR «L'Austria non è più il nemico, diventa anzi nazione alleata con la firma della Triplice. C'è tensione, invece, con la Francia. Il confine caldo diventa, dunque, quello a Ovest con la Francia, e Voghera conserva il suo ruolo di bastione del Nord Ovest d'Italia. E' strategica anche la posizione di Stradella, come chiave di ingresso verso la Lombardia e l'Italia centrale. Lo aveva capito già Napoleone. Ed è tanto vero che negli ultimi decenni dell'Ottocento venne progettata la realizzazione di un sistema fortificato da Stradella al monte Penice, passando da Ruino».BR bCon il passaggio dalla Triplice Alleanza all'Intesa, la Francia da rivale diventa amica. Tornerà dalla parte opposta della barricata solo nel 1940.../bBR «Alla fine della Grande guerra, la caserma di fatto mantiene una funzione di solo acquartieramento che conserverà fino all'inizio degli anni Sessanta, quando verrà definitivamente dismessa. Ma a quell'epoca, ovviamente, la cavalleria era già stata rimpiazzata da reparti meccanizzati».BR
Roberto Lodigiani