Robbio, nella Pro Loco è bufera sulle nomine
bROBBIO. /bbNon ha ancora mosso i primi passi ma è già finita nel mirino di chi non condivide la logica che li ha ispirati. La nuova Pro Loco di Robbio, scaturita dall'assemblea degli associati e dalle successive elezioni con un nuovo direttivo ma non ancora con il nuovo presidente, che verrà eletto la prossima settimana, viene, infatti, duramente attaccata dall'ex-vice presidente ed ora consigliere comunale Renato Ferrari.BR /b «Sia la fase assembleare che quella elettiva si sono svolte in sordina, quasi fosse un formalità - sottolinea il consigliere - quando invece assemblea, formazione della lista, elezioni dovevano diventare occasione di dibattito e di apertura a persone nuove». Le votazioni e lo spoglio delle schede hanno messo in cima alla lista delle preferenze il presidente uscente Corrado Morelli, che diventa cosi di diritto il candidato più papabile per la nomina a presidente. Eletti, in ordine di preferenza, anche Aurora Zampino, Marco Ferrara, Giuseppina Garbazzi, Gian Lorenzo Mariino, Sandro Pallanza, Rosaura Torti, Giuseppe Zacchetti, Marta Passaggio, Teresio Gerli ed Orieto David.BR «I nomi degli eletti erano pressochè pre-definiti a tavolino, largamente scontati e per questo - insiste Ferrari - dico che in fondo sono state elezioni-burla». Una considerazione che strappa sorpresa e indignazione al presidente uscente, con buone possibilità di essere rieletto, Corrado Morelli. «Le elezioni si sono svolte nella massima trasparenza e nel rispetto delle norme statutarie - precisa -. Gli iscritti aventi diritto al voto erano 80. I votanti sono stati 71». All'ex-vice presidente non sono, infine, per nulla piaciute le critiche che il presidente uscente ha rivolto negli ultimi mesi del suo mandato ai membri del direttivo accusati di disimpegno e di scarsa collaborazione.BR «Io ho sempre dato il mio contributo, anche con proposte scritte - conclude Ferrari - un presidente che vuole dare prospettive all'associazione che presiede, quando parla pubblicamente, valorizza i motivi di unione non aizza le divisioni». «Non penso che la Pro Loco debba essere gestito come un partito politico - ribatte Morelli - amo esprimere il mio pensiero schiettamente e comunque non ho mai fatto il nome di Ferrari». (s.b.)BR