L'imprenditore arrestato da anni fornisce l'Isu
b PAVIA./bb «La ditta Alessio? Saranno vent'anni che fornisce le mense dell'Isu». Lo conferma Graziano Leonardelli, presidente di quello che oggi si chiama 'Edisu" ed è l'ente per il diritto allo studio universitario. Alessio, dunque, non è un nome ignoto a Pavia. L'inchiesta genovese su 'Mensopoli", che ha portato in cella Stefano Francesca, ruota intorno alla figura di Roberto Alessio, imprenditore di Caresanablot (Vercelli) desideroso, secondo la procura della Repubblica, di assicurarsi il business delle mense comunali nel capoluogo ligure.BR /b Leonardelli spiega: «Da quando sono alla guida dell'Isu, la Alessio è sempre stata fornitrice di carne per le nostre mense. Con loro non abbiamo mai avuto problemi. Quindici anni fa, circa, conobbi anche il padre dell'imprenditore che è stato arrestato a Genova». Il padre di Roberto, Cesare Alessio, in effetti guidò l'azienda di famiglia sino a quando, nei primi anni '90, fu coinvolto nelle indagini di 'Tangentopoli". Indagato insieme a Carlo Tognoli e Paolo Pilliteri, Alessio patteggiò un anno e due mesi dopo avere versato 160 milioni di lire a titolo di risarcimento per il Comune di Milano. «Non ne sapevo niente», spiega Leonardelli. Sul fronte delle indagini, oggi Stefano Francesca dovrebbe essere sentito dal Gip per l'interrogatorio di garanzia. Francesca, secondo alcune testimonianze, ha avuto un 'crollo" psicologico dopo l'arresto. Hanno risposto alle domande del Gip, Roberto Fucigna, tre degli arrestati componenti il 'comitato di affari" che, secondo l'accusa, spaziava dalle aggiudicazioni delle mense scolastiche del Comune di Genova alla ristorazione dell'Asl 2 di Savona, ai voti di scambio con intrecci con le cosche calabresi, all'edilizia, vantando o millantando conoscenze e appoggi anche nelle alte sfere del Vaticano. Che ieri, con una scelta senza precedenti, ha preso apertamente le difese di uno degli arrestati, Giuseppe Profiti, presidente dimissionario dell'ospedale Bambino Gesù di Roma ed ex direttore delle finanze della Regione Liguria. L'impressione raccolta in ambienti giudiziari è che l'inchiesta potrebbe allargarsi. A comparire davanti al Gip, senza avvalersi della facoltà di non rispondere, sono stati ieri Roberto Alessio, l'avvocato Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, entrambi ex consiglieri comunali diessini di Genova. I loro interrogatori sono stati secretati dal Gip su richiesta del pm Francesco Pinto. Le intercettazioni della Guardia di Finanza sono contenute in circa 1800 pagine (600 dell'ordinanza di custodia cautelare e 1200 negli allegati). Il primo a entrare nell'ufficio del Gip è stato Roberto Alessio, accusato di essere «il grande corruttore». «L'interrogatorio è durato quattro ore anche perchè il mio assistito è l'unico, secondo l'accusa, da quella parte della barricata, come corruttore dei politici», ha detto l' avvocato Renzo Vitale del Foro di Milano, all' uscita di Palazzo di Giustizia. L'interrogatorio proseguirà lunedi alle 15.BR