Il 2008 inizia meglio del previsto, Pil +0,4%
bROMA. /bbL'Italia comincia il 2008 un po' meglio rispetto alle attese ma pesante resta il divario della crescita rispetto agli altri Paesi, come Francia, Germania e Regno Unito. Nel primo trimestre del 2008 il Pil è cresciuto dello 0,4%, a fronte di previsioni da parte degli analisti meno ottimiste. Ma a livello annuo la crescita è appena dello 0,2%. Insomma, dice Confindustria, l'Italia è «senza crescita». A diffondere ieri la stima preliminare sull'andamento del Pil tra gennaio e marzo 2008 è stato l'Istat che ha contestualmente fornito il dato per l'ultimo trimestre del 2008.BR /b Una chiusura d'anno negativa con il Pil che ha addirittura segnato una flessione dello 0,4%, come non accadeva dal 2003. La performance di quasi mezzo punto registrata dunque nel 1º trimestre sarebbe, secondo gli analisti, un «rimbalzo» rispetto ad una chiusura 2007 che ha trascinato giù anche tutto lo scorso anno che ha chiuso all'1,5%. Per il 2008 l'Istat fornisce il dato acquisito, quello che si otterrebbe se da qui alla fine dell'anno la crescita si rivelasse nulla: +0,2%. Il dato del 1º trimestre, anche se migliore delle attese, non lascia spazio a grandi ottimismi anche perchè «non elimina - ricorda l'Ufficio Studi Confcommercio - il rischio di un valore negativo per il 2008, in quanto molti indicatori, e le analisi effettuate dai principali centri di ricerca, segnalano come il 2º trimestre possa avere connotazioni peggiori rispetto a quanto registrato nei primi mesi dell'anno. Rimane, quindi, confermata l'ipotesi di una crescita ‘zero' per il 2008». Per Confindustria la dinamica del Pil «è piatta. Al di là degli alti e bassi trimestrali, la crescita negli ultimi sei mesi è stata nulla. E tale risulta ormai anche nelle variazioni annue». Mentre «il rimbalzo nel 1º trimestre 2008» superiore alle stime Csc «è giustificato dal recupero della produzione industriale, dopo il tonfo di fine 2007 dovuto anche agli scioperi, ma contrasta con alcune indicazioni di particolare debolezza nel terziario, dal commercio al dettaglio al turismo, e nelle spese delle famiglie (immatricolazioni di auto)». I sindacati leggono il dato in controluce: Marigia Maulucci della Cgil fa notare che il primo trimestre «è leggermente più positivo ma va raffrontato con quello addirittura col segno meno dell'ultimo trimestre del 2007. Il governo è tenuto a dare risposte vere a questa emergenza». Per Domenico Proietti, Uil, dati Istat «confermano la necessità di porre in essere una politica economica, mirata a promuovere la crescita e lo sviluppo dell'economia, che gli interventi appena varati dal Governo soddisfano solo in parte». Per l'Ugl la ripresa congiunturale è «un timido segnale ma i problemi restano».BR Pesante è il confronto internazionale: a fronte di una congiuntura mondiale non favorevole ci sono però Paesi, come Francia e Germania, che crescono più dell'Italia e il nostro paese è ben sotto la media Ue. A fronte del +0,4% congiunturale e +0,2% tendenziale registrato dall'Italia, nel primo trimestre il Pil è cresciuto in termini congiunturali dell'1,5% in Germania, dello 0,6% in Francia, dello 0,4% nel Regno Unito e dello 0,1% negli Usa. In termini tendenziali, il Pil è cresciuto del 2,6% in Germania, del 2,5% negli Usa e nel Regno Unito e del 2,2% in Francia. Nel complesso i Paesi dell'area euro sono cresciuti dello 0,7% in termini congiunturali e del 2,2% in termini tendenziali.BR