Hamilton, la grande speranza della McLaren

!-- Gian Paolo Grossi -- bLo sportivo più pagato del Regno Unito, al secolo Lewis Hamilton, pare in realtà da tempo in ribasso sul fronte mediatico. Che sia stato il mondiale 2007 grottescamente perduto quando ormai pareva cosa fatta, che il 23enne inglese di colore non è più il debuttante vincente e dunque non fa notizia. Sarà anche che oggi la F.1 è sinonimo soprattutto di strapotere Ferrari, tutto contribuisce.BR /b!-- Gian Paolo Grossi -- Alla vigilia dell'appuntamento monegasco il pupillo di Ron Dennis s'è fatto notare più per questioni mondane che per reali ambizioni di riportarsi in vetta al campionato. E' stato fotografato sulla Croisette di Cannes al rinomato Festival del cinema in compagnia di Miss Grenada (l'isola di cui è originaria la famiglia Hamilton trasferitasi poi in Inghilterra) e finalista di Miss mondo, tale Vivian Burkhardt. La sensazione è che, attenuatasi l'attesa per un giovane pilota che non aveva rivali nelle categorie inferiori e che si è subito issato ai vertici anche in F.1, venendo a mancare la rivalità con l'ex compagno di squadra Alonso, siano calati pure i motivi d'interesse. Poiché Montecarlo è ancora una delle piste dove il fattore umano (intelligenza e tecnica sopraffina di guida) può rappresentare quel valore aggiunto necessario per imporsi, è il punto cruciale dove attendere al varco il più accreditato pilota McLaren. In chiave campionato suona più o meno cosi: se la Ferrari che spadroneggia sul misto-veloce di Montmelò e Istanbul Park non lascia spazio ai rivali nemmeno sui viali del Principato, è difficile pensare che il Mondiale sia aperto ed il pilota coloured eternamente di moda. In terra d'Albione aspettano un campione iridato dai tempi di Damon Hill (1996) e un idolo in cui identificarsi da quelli di Mansell (1992). Il rischio, dopo essersi illusi che Coulthard e Button potessero aspirare al titolo, è che anche Hamilton possa perdere il treno giusto, ritrovandosi ad arrancare tra qualche anno su monoposto di seconda schiera. Scottato lo è già, ma può ancora bruciarsi.BR bGian Paolo Grossi /b