Una gita a Budapest in volo

b RIVANAZZANO./b La vera fuga dalla città, in Oltrepo, oggi si fa in aereo. Gli irriducibili del popolo degli ultraleggeri della provincia di Pavia sono reduci da un raid in Ungheria. Tutto è cominciato lo scorso weekend sulla pista dell'aeroporto di Voghera-Rivanazzano, tappa a Gorizia per il ritrovo con gli altri equipaggi italiani, poi rotta per Lubiana e Zalaegerszeg, nei pressi del lago Balaton. Dopo il rifornimento, il decollo alla volta di Jakabzallaz, vicino a Budapest. 700 chilometri di 'scampagnata", uno scherzo per gli aerei impiegati. Ed è per questo che i partecipanti al raid considerano più che altro l'esperienza un modo per riaccendere l'attenzione su cosa potrebbe significare la pista e la cittadella del volo di Rivanazzano per Oltrepo e provincia. Impegnati 58 velivoli, che decollavano a circa 20 minuti di distanza. I pavesi hanno fatto gruppo a sé, a bordo dei loro P92 e P96. A tenere alti (in tutti i sensi) i colori pavesi sono stati Filippo Zuffada e Fabio Cevini; Giovanni Corbellini e Antonio Russo; Cristian Del Monte e Renato Rizzuto; Enrico Montefusco e Barbara Foschi. Tutti gli aerei partiti dalla provincia di Pavia per la gita fuori porta sono made in Italy, realizzati da Costruzioni aeronautiche Tecnam di Napoli. Tutto come da programmi all'andata, imprevisto maltempo al ritorno ma i 4 equipaggi della squadriglia pavese hanno risolto il problema in sicurezza, facendo tappa sulla via del rientro, tra domenica e lunedi, in un ospitale aeroporto in Slovenia, nei pressi di Lubiana. Il mattino seguente, i 4 velivoli sono tornati a solcare i cieli della provincia di Pavia. «Il valore dell'evento - spiega Filippo Zuffada, di professione topgun dell'Aeronautica militare - è stato soprattutto quello di radunare tanti appassionati del volo ultraleggero provenienti da tutta Italia». Zuffada, che da sempre ama volare per piacere oltre che per lavoro, fotografa una tendenza in crescita: «La disciplina di volo ultraleggero ha una forte identità e si merita di essere più riconosciuta, anche a livello legislativo. Gli ultraleggeri di tutt'Europa godono di molti più diritti di quelli italiani. I piloti di ultraleggeri dello Stivale vivono ancora in uno stato di semi clandestinità, non sono autorizzati a fare chiamate radio o a presentare piani di volo, possibilità date invece ai colleghi del resto d'Europa». Insomma, dalla pista dell'aeroporto di Voghera-Rivanazzano si lancia l'auspicio che l'europeizzazione in atto sfoci anche in riforme a favore dell'ultraleggero che, oltretutto, è un bel volto del made in Italy che crea economia, anche negli hangar posti nell'aerovillaggio d'Oltrepo.BR bEmanuele Bottiroli /b