Non ci sono i soldi per la stenotipia udienze trascritte come un secolo fa

b PAVIA./b Penna e foglio di carta. E tanta buona volontà. Nell'aula del secondo piano del Tribunale ieri sembrava di essere tornati indietro di 20 anni. Con le deposizioni dei testimoni trascritte a mano. La ragione? Dal Ministero non arrivano i soldi per pagare gli stenotipisti. Coloro, cioè, che svolgono il compito, delicatissimo, di trascrivere le deposizioni durante i dibattimenti. Gli stipendi non pagati impediscono loro, da tre giorni, di presentarsi in udienza. I lavoratori, che dipendono da cooperative esterne al tribunale, sono scesi in 'sciopero". Una situazione che rischia di tradursi in tempi processuali più lunghi. Oltre alla possibilità che vengano commessi più errori. La trascrizione, per ovvie ragioni, non può essere testuale, ma viene fatta mettendo nero su bianco una sorta di riassunto della deposizione. La vicenda contrattuale di questi lavoratori è cambiata nel corso degli anni. «La stenotipia veniva prima gestita e pagata dal Tribunale - spiegano dagli uffici amministrativi -. Ora c'è un contratto nazionale con cui il Ministero fornisce gli appalti a delle cooperative. Se succede qualcosa, ad esempio non viene pagata una fattura, i dipendenti delle cooperative puntano ovviamente i piedi». La soluzione, secondo molti, potrebbe essere quella di istituire qualifiche interne. Oppure, guardando molto al futuro, adottare programmi di fonoscrittura, che codificano la voce e la mettono su carta. Per adesso il problema riguarda Pavia, ma potrebbe estendersi presto anche agli altri Tribunali del distretto. In generale la coperta dei fondi per la Giustizia è cortissima anche per altre voci di spesa. «Per quelle d'ufficio, come l'acquisto delle biro o altri prodotti minuti ma fondamentali - spiegano dall'amministrazione - fino a qualche anno fa arrivavano dal Ministero 15mila euro, ora ne vengono stanziati meno di 5mila all'anno». (m. fio.)BR