Sms volgari e trilli fastidiosi, il cellulare bandito dalle aule
b STRADELLA./b Otto capitoli, che regolano in tutti i suoi aspetti la vita scolastica, dall'entrata a scuola ai diritti e doveri di docenti e studenti con tanto di sanzioni e provvedimenti in caso di inottemperanza. E' il nuovo regolamento dell'istituto scolastico superiore «Faravelli Golgi» approvato ad inizio anno scolastico e condiviso e aggiornato, secondo le nuove normative ministeriali disposte dopo il dilagare di fenomeni di bullismo e diffamazione attraverso un uso scorretto del telefono cellulare, che hanno riempito le pagine di cronaca dei media. Bandito tassativamente l'uso del cellulare e di qualsiasi dispositivo elettronico non autorizzato, a scuola. Due divieti regolati dagli articoli 6.15 e 6.16 del nuovo regolamento scolastico dove si legge: «E' vietato l'uso del telefono cellulare da parte dei docenti e degli studenti durante le ore di lezione. Tale comportamento laddove si verifichi non può essere consentito in quanto si traduce in una mancanza di rispetto nei confronti delle persone e reca un obbiettivo elemento di disturbo al corretto svolgimento delle ore di lezione che, per legge, devono essere interamente dedicate all'attività di insegnamento e non possono essere utilizzate sia pur parzialmente, per attività personali». Lo stesso vale per l'uso dei computer nei laboratori, disciplinato da regolamenti interni che non ammettono infrazioni. Eventuali violazioni, saranno punite in base alle disposizioni contenute nella parte quarta ai capitoli Disciplina (dove compare anche la voce «usare il cellulare e altri dispositivi elettronici durante l'attività didattica». I provvedimenti saranno commisurati alla gravità della mancanza. Vanno dal rimprovero del docente al ritiro temporaneo del telefono, con successiva restituzione da parte del dirigente scolastico ad uno dei genitori, fino a una sospensione massima di 15 giorni. E, nei casi più gravi, anche l'esclusione dallo scrutinio finale. Troppo severo? «Assolutamente no - spiega il dirigente scolastico Teresio Nardi - direi piuttosto una garanzia per gli studenti e le famiglie».BR