Tromello, crescere ma con criterio
bTROMELLO. /bbSe un'idea comune di sviluppo non c'è, almeno si può evitare di ripetere gli errori commessi dalle comunità vicine. Con questa filosofia è nato il Prg del Comune di Tromello, datato 2004. Gli errori da evitare erano l'espansione residenziale senza limiti di Vigevano e l'aumento delle attività produttive pericolose o inquinanti di Parona e di altri centri lomellini. Il risultato è stato che Tromello in cinque anni ha visto crescere di poco la popolazione: dai 3.435 abitanti del dicembre 2002 ai 3.656 del dicembre 2007. Di quei 221 in più 75 sono stranieri, passati da 79 a 154. Per crescere di più sarebbe bastato forse costruire di più, ma a quel punto sarebbero aumentati anche i costi, dall'istruzione ai servizi sociali.BR /b Chi approva piani regolatori d'espansione punta a far crescere i residenti per aumentare gli introiti, ma c'è sempre un rovescio della medaglia. «Chi sceglie i piccoli paesi lo fa perché costano meno, a volte però si accorge che nemmeno qui riesce a pagare tutto - spiega il 50enne Mauro Ricci, dal 1999 sindaco di Tromello - . Con l'aumento dei residenti sono cresciute anche le spese dei servizi sociali per le nuove povertà, italiane e straniere. Sono persone, soprattutto giovani, che non riescono nemmeno a pagare le bollette». E se aumenta la popolazione cresce anche il bisogno di servizi per i minori. «Già ora - dice Ricci, eletto con una lista civica - per costruire un asilo dobbiamo fare ricorso a un privato perché il Comune 600mila euro non li ha». In pratica l'amministrazione darà il terreno, tra la scuola media e la materna, e il privato costruirà e gestirà per 20 anni l'asilo, che solo allora diventerà pubblico. «Un contatto per farlo l'abbiamo già». Probabilmente per un Comune che si trova a 13 chilometri da piazza Ducale «basterebbe offrire case a prezzi bassi per crescere, ma a quel punto i problemi esploderebbero».BR Anche a Tromello esistono aree di espansione, ma all'interno delle circonvallazioni. «Nuove case possono nascere nell'area tra il cimitero e l'incrocio per Gambolò - continua il sindaco - ma non vogliamo che il paese diventi un'agglomerato di asfalto e cemento, dei corridoi ecologici tra le case e la campagna devono restare».BR Qui però non è una questione soltanto di costi. «La Lomellina deve recuperare la sua identità rurale perché solo cosi può avere un futuro e attirare turisti - dice Ricci - . Se finora non ci siamo riusciti è perché non abbiamo trovato un'idea comune di sviluppo e non c'è un politico che davvero ci rappresenti. Perfino per promuovere la via Francigena ci sono diverse associazioni». Da qui arrivano anche i paletti agli insediamenti industriali, possibili con il Piano di governo del territorio che verrà presentato in autunno: «Stop alle attività non pericolose o inquinanti». E il Comune vuole dare l'esempio completando dopo quasi 30 anni i 5 chilometri di fognatura dal Terdoppio al depuratore di Garlasco. Costo: 750mila euro, sborsati dalla Regione. In autunno dovrebbero partire i lavori.BR