Obama prepara l'annuncio della vittoria
BR bNEW YORK. /bbUna giornata di grande attesa e una notte di profonda apprensione fra i democratici americani, aspettando di sapere se Barack Obama ha ottenuto abbastanza delegati per assicurarsi la nomination di partito e se per Hillary Clinton è venuto il momento di farsi da parte.BR /b Si è votato in Oregon e Kentucky. Il senatore nero dovrebbe prendere abbastanza voti per assicurarsi la maggioranza dei 52 delegati in gioco in Oregon e una buona parte dei 51 in Kentucky con cui garantirsi che sarà lui a novembre a sfidare il repubblicano John McCain alla Casa Bianca.BR Ma nonostante una sfida Obama-McCain sia praticamente certa, il senatore nero ieri sera ha preferito non cantare vittoria. Si tratta di una strategia che ha messo a punto con i massimi esponenti della sua campagna elettorale per evitare ulteriori fratture con la sua rivale democratica. La Clinton infatti ancora ieri ha ribadito che la stagione delle primarie non sarà finita fino a quando tutti gli elettori democratici non avranno potuto far sentire la loro voce. Era un riferimento non soltanto ai tre prossimi appuntamenti elettorali - a Porto Rico dove si vota il 1 giugno e in Montana e South Dakota dove si vota il 3 - ma anche alla situazione in Florida e Michigan che rimane irrisolta a distanza di molte settimane.BR I democratici in questi due stati hanno votato a gennaio ma i dirigenti del partito avevano deciso che i risultati sarebbero stati ignorati a causa di una irregolarità tecnica. Le primarie erano state fissate in una data che violava le regole del partito e per punizione la leadership democratica aveva stabilito che i rispettivi delegati non sarebbero stati conteggiati. Questa soluzione non va giù a Hillary che da mesi va ripetendo che in questo modo si puniscono gli elettori non i dirigenti del partito e si ripromette di dare battaglia affinchè anche Florida e Michigan esprimano la loro preferenza.BR Poichè la situazione non è ancora stata risolta, sia Obama che la Clinton oggi sono in Florida a fare campagna elettorale. Non si rivolgono tanto agli elettori quanto ai dirigenti di partito e ai superdelegati dei due stati che hanno il potere entro fine maggio di decidere come risolvere questa situazione di caos. Il 31 maggio infatti ci sarà una riunione decisiva. Nel frattempo la campagna elettorale di Obama ha già cambiato tono e non nasconde che il suo rivale ora è John McCain, non più Hillary Clinton. (ba.v./b)BR
dal corrispondente