Angelo Rumi torna all'ospedale Sant'Anna

b COMO./bIl rientro vero e proprio è atteso per l'inizio di giugno, quando - a meno che non impugni la delibera - Angelo Rumi, 62 anni, già primario di chirurgia dell'ospedale Sant'Anna di Como, dovrebbe tornare a lavorare con un diverso incarico (responsabile degli ambulatori) nella stessa struttura lasciata nel febbraio 2003, quando fu arrestato con l'accusa di avere colposamente provocato la morte di 17 pazienti in corsia, numero poi sceso a 8 e quindi a sette. Pazienti spesso terminali e che - secondo la Procura - erano stati sottoposti a reiterati interventi chirurgici, condotti con imperizia e negligenza, tali da prefigurare anche una sorta di accanimento terapeutico. Per l'omicidio colposo di sette degenti, il 20 novembre 2006, al termine di un 'indagine preliminare turbolenta e a un lungo e combattuto processo, il tribunale di Como condannò Rumi a cinque anni e quattro mesi, ridotti dall'indulto a due anni e quattro mesi. Sentenza che non è definitiva, visto che è stata impugnata in appello, e che definitiva forse non sarà mai, dal momento che sui fatti contestati, avvenuti tra il 1999 e il 2001, pende la scure della prescrizione entro pochi mesi. Rumi era stato assunto al Sant'Anna nel 1999 con contratto quinquennale: al momento dell'arresto l'amministrazione dell'ospedale decise di sospenderlo per cinque anni. La sospensione era scaduta nel gennaio scorso: allora Rumi aveva chiesto il reintegro, per l'anno che ancora mancava alla conclusione del contratto. A gennaio, la nuova direzione sanitaria, subentrata da pochi mesi, non potendo procedere al licenziamento (in mancanza di sentenza definitiva) decise di prorogare il provvedimento per un altro anno. Ma non c'erano i presupposti, hanno sostenuto i legali dell'ospedale, perchè a un ricorso di Rumi, il Sant'Anna avrebbe rischiato di soccombere. Ecco quindi che, la scorsa settimana, il direttore generale Andrea Mentasti ha firmato la delibera di reintegro del medico e assegnazione ad altro incarico. «Grado e stipendio restano gli stessi, capitano era e capitano resta, ma il ruolo cambia», ha spiegato ieri Mentasti. Non più in sala operatoria, dove tra l'altro si sarebbe trovato nella posizione di dirigere alcuni dei suoi accusatori al processo, ma in ufficio. La ripresa del lavoro era fissata per ieri, ma Rumi si è presentato in ospedale con il legale, Gino Frassi. «Ha chiesto informazioni sul nuovo ruolo, si è detto preso alla sprovvista perchè il provvedimento gli è stato notificato solo venerdi», ha detto ancora Mentasti. Resta da vedere se Rumi accetterà o meno il nuovo incarico.BR