Terremoto in Cina, 3 giorni di lutto nazionale

b PECHINO./b Non succedeva dalla morte di Mao Zedong oltre 30 anni fa: per commemorare le vittime del terremoto dell'ottavo grado Richter di una settimana fa - circa 71.000 fra morti e dispersi, quasi tutti nella regione del Sichuan, secondo l'ultimo bilancio - il governo cinese ha disposto da ieri tre giorni di lutto nazionale. Per tre minuti, alle 14:28 - l'ora esatta del sisma del 12 maggio - tutto l'immenso Paese si è fermato in raccoglimento, mentre risuonavano le sirene degli allarmi aerei, i clacson delle automobili, le sirene delle navi nei porti, i fischi dei treni. Anche la fiaccola olimpica, che durante il suo periplo mondiale ha superato contestazioni e attacchi di manifestanti filotibetani, si ferma per tre giorni. Le bandiere sono state messe a mezz'asta, i cinema e tutti i locali di divertimento resteranno chiusi, compreso il Grande Teatro Nazionale; i principali giornali sono usciti con il nome della testata in nero, la televisione di stato per tre minuti si è oscurata, mentre vari siti internet hanno reindirizzato i loro visitatori su portali dedicati al terremoto. Per tre minuti si sono fermate le borse di Shanghai e di Shenzhen, i cuori economici e finanziari del Paese.BR I morti confermati, secondo l'ultimo bilancio ufficiale citato da Nuova Cina, ammontano a 34.073 fra tutte le zone colpite, 33.570 nel solo Sichuan; insieme ai dispersi, il totale sale ora a 71.000 vittime. Oltre 240.000 sono i feriti; quasi 53.000 sono stati ricoverati in ospedali. «Croce rossa cinese autorizzerà l'ingresso di equipe mediche straniere per partecipare agli aiuti», ha annunciato ieri il ministero degli esteri in un comunicato. Il governo ha anche lanciato un appello per l'invio urgente di tende per ospitare i circa cinque milioni di persone che hanno perso tutto nella catastrofe. Si fanno sempre più esili intanto le speranze di trovare qualcuno in vita sotto le macerie; eppure, ieri sono stati estratti tre superstiti, due donne e un uomo di 80 anni.BR